«Uno scempio», prima di approvare il quale Cittadinanzattiva Perugia chiede alla Provincia un «percorso di partecipazione tra i cittadini del lago e di Perugia così da salvaguardare la destinazione pubblica dell’isola». Così in una nota l’associazione si schiera contro l’idea dell’ente di piazza Italia di concedere per 21 anni a un privato la gestione della Polvese, «di fatto privatizzando – scrivono in una nota – uno dei luoghi più belli della nostra regione, meta di tantissimi umbri e turisti che rimangono stregati dalla sua natura incontaminata». Secondo Cittadinanzattiva quello fatto dalla Provincia è solo un «ragionamento ragionieristico, fatto calcolando quanto le costa oggi gestire l’isola e quanto potrebbe risparmiare dandola in concessione». Un modo di guardare «tipico di burocrati – è detto ancora – che non vedono il ruolo che questa isola svolge come luogo di attrazione turistica per tutto il Trasimeno e soprattutto come destinazione per i tanti umbri che nei weekend vanno all’sola per trascorrere una giornata fuori dall’ordinario».
I nodi Tra i punti previsti dallo studio di fattibilità, l’aumento del flusso turistico da 50 a 70 mila presenze, la concessione ad un soggetto unico per 21 anni con l’impegno di aumentare i posti letto attraverso la ristrutturazione delle strutture esistenti e la creazione di nuove come un campo da golf, uno da tennis, uno da calcio, una piscina. Il piano prevede anche la facoltà di mettere in acqua alcuni motoscafi per il trasporto da e verso San Feliciano, e dietro questo punto l’associazione intravvede un possibile disimpegno del pubblico. Altro rischio è quello di un futuro «legato – sostiene l’associazione – ad un turismo da benestanti, attratti non solo dalla bellezza del luogo ma anche da passatempi costosi come il golf, perché è difficilmente immaginabile che queste strutture siano utilizzate dagli umbri che già ne hanno di qualificate sulla terra ferma».
Scempio Cittadinanzattiva chiede anche se sia stata fatta una ricognizione dei vincoli di legge e come il progetto possa conciliarsi con il fatto che l’isola è parte del parco regionale del Trasimeno. Sul tavolo infine ci sono anche una serie di nodi politici: quale imprenditore – si chiede Cittadinanzattiva – è disponibile ad investire così tanti soldi per realizzare un piano di fattibilità redatto da un tecnico pubblico, su cui quindi non ha potuto mettere becco. Se ci fosse, è forse perché poi ci saranno ulteriori modifiche?». Da non dimenticare poi che l’isola ha anche la funzione, da 20 anni, di parco didattico-scientifico: «Che fine farà – dice l’associazione – questa vocazione peculiare? E perché una giunta già decaduta si affretta a compiere questo scempio». «Comunque è sicuro – conclude la nota – che con la realizzazione del Piano di Fattibilità vedremo sorgere una lunga serie di recinzioni che impediranno agli umbri e ai turisti che non vi pernottano, di accedere a gran parte dell’isola».
