di Ginevra Robbio
Un percorso tra meli, peri, fichi e piante aromatiche, concepito come luogo di incontro tra scuole e visitatori, per impegnarsi nella valorizzazione del paesaggio e nella tutela della biodiversità. Il ‘Frutteto della biodiversità di Garavelle’, a Villa Capelletti, sarà inaugurato sabato 6 dicembre alle 10.15. In programma un incontro a tema e l’apertura della mostra pomologica. Le visite proseguiranno per tutto il weekend.
Programma A dare il via all’inaugurazione sarà il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, che provvederà ai saluti istituzionali, accompagnato dalla presidente della Fondazione Archeologia Arborea e dall’amministratore delegato de L’abbondanza srl, William Camilletti. A seguire, l’incontro con il filosofo Andrea Campinoti dal titolo ‘Il frutteto della biodiversità di Garavelle: un’opportunità trasformativa‘, che precederà l’apertura della mostra pomologica e l’accesso al sentiero e all’orto. Il percorso prevede un itinerario attraverso la collezione di alberi da frutto, varietà locali e piante aromatiche, allietato da visite e laboratori.
Il frutteto Il ‘Frutteto della biodiversità’ nasce sulla base di un protocollo di intesa triennale tra il Comune, la Fondazione archeologia arborea e l’azienda L’abbondanza srl, per offrire un sostegno concreto ai produttori locali, ma anche con l’obiettivo di valorizzare e riqualificare il territorio rurale. Per realizzare l’iniziativa, si è reso necessario un intervento di bonifica del terreno, che lo ha reso un centro di cultura e memoria, interamente accessibile alla comunità. Il frutteto nasce come uno spazio di conservazione della cultura rurale. Prevede, infatti, sia la tutela e il recupero di piante esistenti, sia la messa a dimora di varietà locali di meli, peri, susini, fichi e altre piante legate alla storia rurale del paesaggio umbro.
Partecipazione L’obiettivo è quello di trasformare Garavelle e il suo orto in un luogo di incontro per responsabilizzare i visitatori verso l’ecosistema e la cura della biodiversità. «La realizzazione del frutteto e delle attività future, che trasformeranno Garavelle in un punto di riferimento per l’educazione ambientale e la cultura rurale – ha detto Camilletti – rappresentano una tappa importante di questo impegno: un frutteto educativo, evocativo e inclusivo». Nasce così l’idea di uno spazio educativo aperto a tutta la comunità, cittadini, visitatori, adulti e bambini, che si uniscono per celebrare il proprio ecosistema e patrimonio culturale.
