Torna a Città di Castello la 37esima edizione della Mostra nazionale del tartufo bianco, da venerdì 28 ottobre a martedì 1 novembre. Tartufo per ogni tasca e ogni età: cinque giorni di degustazioni libere, mercati, eventi e tanti laboratori per bambini nel centro storico tifernate.
Tartufo e solidarietà Cinque giorni di eventi da record con la «Carica dei 101 cani da tartufo» e la visita del Trentino Alto Adige, cene con ballo e percorsi d’arte alla scoperta di Città di Castello, la patria di Alberto Burri e di Raffaello. Sarà di nuovo il centro storico tifernate ad accogliere la Mostra, aprendo piazze, palazzi nobili e dimore storiche, grazie alla collaborazione dei proprietari. Chef rinomati cucineranno con e per i visitatori del tartufo bianco, menù tipici e showcooking all’insegna dei sani stili di vita e contro lo spreco alimentare, per i bambini un intero laboratorio e il primo salone dei presidi dell’Umbria Slow Food. Ma la Mostra quest’anno ha anche un’altra missione importante da compiere: aiutare le popolazioni colpite dal terremoto di Amatrice ed Accumoli.
Promozione del territorio «La Mostra del tartufo è una vetrina di quanto di meglio produce Città di Castello – ha detto l’assessore al turismo e commercio Riccardo Carletti – un cartellone d’iniziative ampio ed articolato, spalmato su cinque giorni e realizzato grazie ai tantissimi soggetti che hanno collaborato anche quest’anno con professionalità ed entusiasmo». Un grazie da parte di tutti è andato all’organizzazione ed in particolare alla coordinatrice Anna Cagnoni. Anche Mauro Severini, attuale commissario liquidatore della Comunità Montana, storica promotrice dell’evento, si è associato ai ringraziamenti, sottolineando il progetto di promozione «Tour delle eccellenze a chilometro zero, l’equivalente della filiera corta ma su una dimensione regionale, che rappresenta lo strumento del Psr della Regione Umbria per valorizzare la nuova agricoltura ed i nuovi agricoltori, spesso giovani e aperti alla multifunzionalità delle aziende».
Manifestazione in crescita Ricordando Luigi Angelini, fondatore 37 anni fa della Mostra, Alessandro Ghigi, presidente dell’Associazione tartufai dell’Alta Valle del Tevere, ha parlato della gara dei cani da tartufo che si terrà domenica 30 ottobre, rilanciando un tema caro alla categoria: «La modifica delle politiche regionali sul tartufo e in particolare della legge in vigore». «Non dimentichiamoci- ha concluso il sindaco Luciano Bacchetta – che in Umbria siamo stati i primi a organizzare un evento col tartufo. Questa edizione sarà ricordata per la qualità, ancora in crescita, e per il livello dell’evento, innovativo e con spunti di vero interesse».
Mercati e saloni Da venerdì 28 in piazza Matteotti e in piazza Gabriotti torneranno i mercati: «Sapori di tartufo» con i migliori operatori del settore e i migliori tartufi del territorio, «Sapori d’Italia» e in largo Gildoni «Sapori a chilometri zero», che rappresenta il filo conduttore della mostra, quest’anno impegnata nel promuovere l’agricoltura di qualità dell’Alto Tevere umbro. Eccellenze in mostra nei mercati e in cucina nei saloni: il «IX Salone del vino e del sigaro» a cura di Ais Umbria delegazione Città di Castello presso il palazzo comunale, il «IX Salone dell’olio» a cura di Aicoo, con la partecipazione della confraternita dell’olivo e dell’olio dell’Alta Valle del Tevere, in piazza Matteotti il «II Salone della biodiversità» a cura dell’Associazione Pro Bio. Infine il laboratorio del gusto, con i progetti di Terra Madre sotto il loggiato Gildoni a cura di Slow Food e di Marino Marini, con la partecipazione del libero impastatore Andrea Pioppi.
Chef e Pro Loco Il Consorzio di tutela del vitellone bianco dell’Appennino Centrale sarà l’animatore presso l’area degustazione di piazza Matteotti di «Il massimo in cucina» dove visitatori e chef si cimenteranno in cucina, preparando un piatto ogni 45 minuti. Naturalmente non mancheranno i piatti della tradizione delle società rionali Prato, Madonna del Latte, Riosecco e le castagne della Pro loco di Monte Santa Maria Tiberina. I ristoranti del tartufo di Città di Castello nei giorni della mostra offriranno menù tipici in onore della trifola altotiberina.
