villa Montesca Città di Castello

di MA.T

Se c’è chi pensa ad un ridimensionamento del corso di laurea di scienze Infermieristiche di Città di Castello, c’è pure chi si mette di traverso ed è pronto ad osteggiare ogni decisione in questa direzione, in tutte le sedi e in tutti i modi. Così scrive il comune in un comunicato.
La nota dolente «Sappiamo che in queste ore stanno maturando decisioni importanti per il futuro del corso in Scienze infermieristiche di Villa Montesca, e, come fatto in diverse precedenti occasioni, ribadiamo che il polo universitario di Città di Castello non può sostenere nessun tipo di ridimensionamento o spoliazione senza che venga meno la sua stessa ragion d’essere. Siamo portati a credere che anche i vertici dell’Ateneo convengano sul fatto che la quarta città dell’Umbria non possa rinunciare ad un presidio altamente professionalizzante per gli insegnamenti che ospita e per la capacità di attrazione dimostrata su un contesto interregionale. Siamo sicuri che nemmeno chi oggi è chiamato a fare scelte difficili vorrà assumersi una responsabilità così gravosa e penalizzante per un intero territorio».

I particolari L’Amministrazione comunale di Città di Castello interviene sul progetto di riorganizzazione a cui l’Università di Perugia sta facendo fronte anche sulla base della Riforma Gelmini e dei tagli introdotti dal governo centrale, sollecitando, di nuovo – lo aveva fatto nel mese di marzo con una lettera al Rettore, resa pubblica – una parola chiara sull’assetto di Villa Montesca.«Non è la prima volta – precisa l’Amministrazione comunale – che chiediamo ufficialmente garanzie sulla salvaguardia dei corsi di laurea e più in generale della sede distaccata, un tassello strategico nel sistema formativo locale, rispetto al quale sarebbe impensabile fare passi indietro, anche a fronte delle notevoli risorse economiche con cui l’Amministrazione ha contribuito all’insediamento del polo universitario di Villa Montesca, ritenendolo un investimento di lungo periodo al servizio del comprensorio».

Alzata di scudi «Siamo pronti a sostenere la causa dell’università tifernate, essendone anche uno dei principali finanziatori, in qualunque sede risulti opportuno difenderla, soprattutto se questa eventualità sarà il frutto di un atto legittimo ma unilaterale verso l’Alto Tevere. Qualsiasi ipotesi venga prospettata riteniamo che debba essere presentata e esaminata insieme alle istituzioni locali, non fosse altro per la generosità con cui hanno fin dall’inizio accolto l’arrivo dell’Università, considerandola un elemento imprescindibile per lo sviluppo economico e la crescita culturale».

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