di Gabriele Beccari
Un nuovo tassello si aggiunge alla rete di servizi per il diritto allo studio in Umbria. È stato infatti inaugurato nella mattinata di lunedì 25 agosto il nuovo padiglione C della residenza universitaria di via Francesco Innamorati, a Perugia. L’edificio, situato al civico 4, rappresenta un importante intervento di riqualificazione portato avanti da Adisu Umbria e si inserisce nel piano di potenziamento dell’offerta abitativa rivolta alla popolazione studentesca. Frutto della demolizione e ricostruzione del precedente stabile, il padiglione si sviluppa su cinque piani ed è dotato di 18 stanze moderne, sicure e funzionali, tutte provviste di cucina e aria condizionata, per un totale di 36 nuovi posti letto. Gli alloggi saranno assegnati attraverso un bando di concorso. L’intervento risponde a esigenze fondamentali di adeguamento sismico, accessibilità ed efficientamento energetico, migliorando in maniera significativa la qualità della vita all’interno del collegio.
Alla cerimonia del taglio del nastro hanno preso parte l’assessore regionale all’istruzione Fabio Barcaioli, l’assessore comunale Andrea Stafisso e l’amministratore unico di Adisu Umbria Giacomo Leonelli, che ha sottolineato l’impegno dell’agenzia nel sostenere gli studenti: «Rispondere in maniera sempre più decisa e concreta al tema delle dinamiche abitative e del carovita. È un passo avanti, non siamo ancora in punto di equilibrio ma penso che la strada tracciata sia importante». Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore Barcaioli, che ha evidenziato il valore del lavoro svolto: «Garantire spazi adeguati per studiare e vivere serenamente l’esperienza universitaria è una priorità della Regione Umbria – ha affermato – questi lavori avviati nel 2020 con un’altra direzione di Adisu e un’altra giunta, sono stati completati con attenzione e cura, dimostrando che si è lavorato bene e in modo efficace per le studentesse e gli studenti».
La nuova struttura, collegata internamente agli altri blocchi del complesso residenziale, gode di una posizione strategica, grazie al doppio accesso – da via Astorre Lupattelli, tramite le scalette superiori, e da via Elce di Sotto – che la rende facilmente raggiungibile dai principali poli universitari, dalla mensa centrale e dalle segreterie, nell’ottica di un’ integrazione funzionale di miglioramento della vivibilità del quartiere e della quotidianità degli studenti.
L’assessore regionale Barcaioli ha sottolineato l’importanza di garantire spazi adeguati per studiare e vivere serenamente l’esperienza universitaria, ricordando come i lavori, iniziati nel 2020, siano stati portati a termine con attenzione e cura, dimostrando un impegno costante verso le esigenze degli studenti.
Giorgia Chioccoloni, garante Adisu in Commissione di garanzia degli studenti, ha evidenziato come l’aumento delle immatricolazioni negli atenei di Perugia dal 2022 abbia accresciuto la domanda di alloggi gratuiti nelle residenze Adisu, domanda che finora non è stata completamente soddisfatta. La mancata pianificazione e i ritardi della precedente amministrazione regionale hanno infatti aggravato la crisi abitativa, lasciando centinaia di studenti idonei senza un posto letto e costringendoli, in molti casi, a lasciare l’Umbria a causa dei costi elevati degli affitti privati.
A testimoniare la gravità del problema vi è l’ultimo report di Immobiliare.it, che segnala un incremento medio del 13% dei canoni d’affitto a Perugia nell’ultimo anno, una crescita molto superiore a quella registrata in grandi città universitarie come Roma, Milano e Bologna. «Si tratta di un dato estremamente preoccupante – ha commentato Chioccoloni –, che mette in seria difficoltà studenti e famiglie».
Nicoletta Schembari, coordinatrice di Udu Perugia, ha ribadito l’importanza di investire nella residenzialità pubblica, auspicando l’adozione di un piano strutturale e di lungo termine sulle residenze Adisu per eliminare la figura degli studenti idonei non beneficiari, ampliare l’offerta di posti letto accessibili anche a pagamento e contenere la crisi degli affitti, riaffermando il diritto allo studio e all’abitare in Umbria.
«Dopo anni di mobilitazioni e richieste di investimenti concreti – ha concluso Schembari – accogliamo con favore la riapertura del Padiglione C. Ci auguriamo che questi 36 posti letto rappresentino l’inizio di una politica regionale capace di rispondere in modo duraturo alle esigenze della comunità studentesca».
