Un summit con gli operatori sanitari delll’ospedale Narni per confermare l’impegno alla realizzazione dell’ospedale di Cammartana e presentare il Centro salute donna. Sono giornate incandescenti nella cittadina umbra che, come già capitato ad Assisi e più recentemente a Castiglione del Lago, si prepara a dire addio al punto nascita che chiuderà i battenti venerdì 31 ottobre.
Addio al punto nascita, arriva il Centro salute donna L’ipotesi era stata già paventata nel luglio scorso, quando l’intera comunità ha alzato le barricate nel tentativo di salvare il servizio su cui, però, nei giorni scorsi ha scritto la parola fine proprio il direttore generale dell’Usl 2, Sandro Fratini che lunedì mattina insieme al sindaco Francesco De Rebotti ha incontrato gli operatori sanitari per fare il punto sulle prospettive di breve e medio periodo della struttura ospedaliera. Qui è stato spiegato che se da una parte la chiusura del punto nascite imporrà un’integrazione dei servizi con l’azienda ospedaliera di Terni, dall’altra l’apertura del Centro salute donna «garantirà tutti i servizi di diagnostica, di assistenza alla gravidanza e di cura di tutte le patologie della donna anche attraverso il potenziamento delle attività specialistiche di chirurgia ginecologica».
«Impegnati per nuovo ospedale unico» Nel summit Fratini ha anche illustratolo lo «sviluppo degli ambiti specialistici di ortopedia e chirurgia generale attraverso l’impiego di professionisti esterni provenienti dalle aziende sanitarie e ospedaliere della regione», inserito nel programma di riorganizzazione complessiva dei servizi dei presidi di Narni e Amelia proiettati verso il nuovo ospedale unico di Cammartana «su cui – è stato confermato – Usl 2 e Regione sono fortemente impegnate». Per i dettagli del nuovo assetto si rimanda a una prossima conferenza stampa, ma intanto la rabbia per la chiusura del punto nascita dilaga.
Fd’I chiede le dimissioni di De Rebotti Dopo le prese di posizione di Forza Italia e M5s, ad attaccare duro è Eleonara Pace: «Se De Rebotti è il sindaco dei narnesi per coerenza dovrebbe dimettersi per le minimizzazioni che il suo partito ha propinato ai cittadini negando l’evidenza e raccontando bugie dalle gambe cortissime in tutta la campagna elettorale. Se invece, come appare evidente egli rappresenta solo una pedina nelle mani di un potere estraneo agli interessi delle comunità amministrate, il silenzio è probabilmente l’unica cosa che prudentemente gli conviene fare evitando almeno sceneggiate quali quelle alle quali abbiamo assistito negli ultimi mesi».
