di Dan.Bo.
Diversi casi di malattie professionali denunciati alla Tatry Black&Decker di Corciano, un’ispezione dell’Inail che accerta i rischi denunciati dai lavoratori ma alla fine solo uno di questi si vede riconoscere il danno professionale. A raccontare la storia è Franca Gasparri, coordinatrice regionale del patronato Inca Cgil dell’Umbria dopo l’assemblea che si è tenuta martedì sera in azienda. «Mentre l’Inail – scrive Gasparri – si accinge a presentare anche in Umbria il suo rapporto sull’andamento degli infortuni sul lavoro, che saranno in calo, anche e soprattutto a causa della grave crisi economica ed occupazionale, come patronato Inca Cgil siamo costretti a denunciare l’ennesimo episodio di mancata tutela dei lavoratori che sono colpiti da malattia professionale».
Le malattie Malattie che riguardano braccio, spalla e colonna vertebrale e scaturite, secondo il racconto, specialmente dall’uso di avvitatori che generano vibrazioni le quali, nel corso del tempo, hanno provocato danni. «Le denunce avevano portato ad un’ispezione della Contarp (organismo dell’Inail per la Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione) che aveva accertato la sussistenza dei rischi denunciati dai lavoratori. Poi però – prosegue Gasparri – all’atto concreto, solo un lavoratore si è visto riconoscere il danno professionale, mentre un’altra decina di operai, che svolgevano le stesse mansioni e avevano subito gli stessi danni alla salute, saranno ora costretti a fare causa all’Inail, con l’assistenza del nostro patronato, per vedersi riconoscere un diritto sacrosanto».
I dati Di malattie professionali si tornerà a parlare giovedì quando a Perugia (al Salone d’Onore di palazzo Donini) l’Inail presenterà il Rapporto annuale 2012, occasione nel corso della quale sarà anche firmato il protocollo d’intesa tra Inail e Regione in tema di sicurezza stradale. Secondo aluni dati anticipati dall’Istituto, in Umbria continuano a diminuire gli infortuni sul lavoro ed i casi mortali: 11.447 contro i 13.353 del 2011 (-14,3%), una quota consistente dei quali è rappresentata da incidenti stradali ed in itinere. Le «morti bianche» invece sono state 15 contro le 19 dell’anno precedente (-21%). «Sul territorio regionale – spiega l’Inail – la tendenza al ribasso degli infortuni avviata da qualche anno è ormai consolidata (-30.1% nell’ultimo quinquennio). Riduzione che va in ogni caso sterilizzata dagli effetti negativi prodotti dal perdurare della crisi economica sui livelli occupazionali».
Cgil: niente trionfalismi Trend sostanzialmente stabile invece per le malattie professionali: quelle manifestatesi nel 2012 sono state 1.420 contro le 1.428 del 2011 (-0,55%). Dati intorno ai quali l’Inca Cgil invita a non fare «trionfalismi, perché c’è la crisi e i cassintegrati che fanno numero ma non lavorano», chiedendo poi all’Istituto indagini più approfondite: «Troppo spesso – osserva Gasparri – l’Inail si limita a prendere come punto di riferimento i documenti aziendali, che sono quasi sempre lacunosi. E anche quando, come in questo caso, svolge dei controlli diretti su situazioni segnalate dal patronato, poi non ne consegue un coerente riconoscimento dei diritti dei lavoratori». «Abbiamo voluto denunciare pubblicamente il caso della Tatry – conclude – perché è emblematico rispetto ad una situazione generale che vede i lavoratori sempre costretti a fare i salti mortali per vedersi riconoscere i diritti legati alle malattie professionali».
