L'asilo di Villa Redenta

Uil e Cgil diffidano la giunta comunale di Spoleto a prendere decisioni definitive senza consultazione sindacale sulla paventata esternalizzazione dell’asilo nido di Villa Redenta. Il documento sarebbe stato inviato ormai da un paio di settimane, ma soltanto giovedì pomeriggio le sigle che rappresentano le maestre comunali ne hanno dato notizia a margine di un incontro convocato sulla riorganizzazione della macchina comunale.

Futuro degli asili nido comunali di Spoleto Continua quindi a salire la tensione intorno al futuro dei tre asili nidi comunali, fronte intorno al quale si stanno compattando decine di mamme e papà che ormai da una settimana hanno avviato una sottoscrizione Contro lo smantellamento del servizio per l’infanzia. Come noto, a far suonare il campanello d’allarme è stata la delibera di giunta con cui si è provveduto a tagliare la sezione lattanti del nido di Villa Redenta e quindi a ridurre di 12 posti la ricettività complessiva delle strutture comunali, scesa da 110 a 98 unità, a causa del divieto all’assunzione di nuovo personale, nel caso specifico educatrici, imposto al Comune a seguito del mancato rispetto delle scadenze di pagamento su fatture dei fornitori.

Uil e Cgil diffidano la giunta Con una nota la segretaria di Fp-Cgil, Patrizia Mancini, spiega: «Il 13 maggio abbiamo già provveduto a diffidare il sindaco e la giunta a varare decisione definitive sulla ventilata ipotesi di esternalizzare il nido di Villa Redenta senza prima consultare le organizzazioni sindacali. Nell’incontro con l’assessore al personale (Gianmarco Profili, nd) abbiamo ribadito la posizione e ricordato che a seguito della diffida non è pervenuta alcuna risposta, se non quella della completa indifferenza. Di fatto – prosegue la nota – l’assessore si è arrampicato sugli specchi per fare una spiegazione che non ci ha convinti, argomentando la scelta politica dell’esternalizzazione con motivazioni estemporanee, non circostanziate né da valutazioni di merito né di tipo economico. Non condividiamo – è la conclusione della Cgil – modalità e metodi adottati da questa amministrazione, totalmente autorefenziale e approssimativa e, vista la situazione, metteremo in campo tutte le azioni possibili per contrastare questa scelta che ci sembra inadeguata rispetto alla professionalità sempre espressa dal personale comunale in servizio».

Bececco: «Ipotesi esternalizzazione Villa Redenta e tutte le maestre a viale Martiri» Intanto il vicesindaco Maria Elena Bececco, con delega alla scuola, in una lunga intervista rilasciata a Spoletonline spiega: «La nostra idea è quella di esternalizzare Villa Redenta e far confluire tutte le nostre maestre in viale Martiri della Resistenza, così da garantire la copertura più che totale delle classi ed, eventualmente, aprire anche la mobilità interna per alcune delle insegnanti, magari quelle più avanti con l’età; sempre che queste ultime siano interessate a cambiare mansione, altrimenti saremo più che felici di tenerle all’asilo, resta inteso che i bambini di Villa redenta, se vorranno, potranno seguire le loro maestre nel nuovo asilo».

«Non sono nidi privati, chi firma ne vuole la chiusura»E poi: «Non stiamo privatizzando nulla, gli asili nido pubblici a Spoleto sono tre e tre rimarranno San Giacomo è stato già esternalizzato a una coop (Il Cerchio, ndr), ma ciò non vuol dire che sia privato. I genitori dei bambini pagano la stessa retta che si paga in un qualsiasi asilo nido comunale, secondo la graduatoria e i parametri Isee delle famiglie. E stessa procedura seguirebbe quello di Villa Redenta. Ad ogni modo, prima di prendere una decisione del genere, parleremo con le famiglie dei bambini, con le educatrici e con i sindacati. Certe scelte si devono compiere nella maggiore armonia possibile. Ma al momento, questo è certo, senza la possibilità di esternalizzare il servizio andremmo verso la chiusura per insufficienza di personale. Ecco perché dico che chi firma contro l’esternalizzazione, in realtà firma per la chiusura dell’asilo».

Petizione genitori a 150 firme Il riferimento è, per l’appunto, alla petizione avviata dai genitori all’indomani della soppressione della sezione lattanti di Villa Redenta. La raccolta firma, stando a quanto riferito da alcune mamme che la stanno curando, procede piuttosto speditamente e le sottoscrizioni messe in cassaforte nell’arco di una decina di giorni girano intorno a quota 150.