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mercoledì 16 giugno - Aggiornato alle 00:13

Ceri Gubbio a rischio nel marchio Umbria, Regione: «Il brand non sempre ha attinenza con gli stemmi»

L’assessorato: «Non entriamo nel merito del risultato del bando, ma della qualità iconica, sia per percezione esterna che condivisione interna»

di Maurizio Troccoli

Il marchio promozionale dell’Umbria, rientra in una progettazione più ampia del nuovo brand e non sempre è attinente allo stemma. E’ la posizione che chiarisce l’assessorato al Turismo, dopo le polemiche sul bando che potrebbe portare alla sparizione dei ‘Ceri di Gubbio’ dal simbolo di promozione.

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La precisazione della Regione «La necessità di pervenire all’adozione di una marca corporate unica regionale in grado di ricavare valore dalle varie eccellenze di sistema e attribuire valore anche a realtà e soggetti a rischio dispersione, è stata più volte sottolineata, proposta e formalizzata. In particolare, nella delibera n. 952 del 2020, avente ad oggetto ‘Legge regionale 10 luglio 2017, n. 8’, sono inclusi principi e valori di base su cui costruire, finalmente, la strategia di branding. Una strategia che, come appare di tutta evidenza, non può essere confusa con la presenza di un semplice marchio, che ne costituisce solo un segno visivo». Per quello che sarebbe solo «un segno visivo» ovvero il marchio promozionale, presente in tutti gli strumenti di comunicazione esterna turistica e culturale della Regione, fin qui sono stati scelti i ‘tre Ceri di Gubbio’, proprio come nel simbolo istituzionale, anche se rivisitati, all’interno di un ‘bollino rosso’.

Obiettivo «Il bando – continua l’assessorato – non intende minimamente entrare nel merito del risultato che ne conseguirà, quanto semmai della sua qualità iconica e comunicativa. La rappresentazione grafica dell’identità di realtà così complessa come l’Umbria deve evidentemente porsi in relazione da un lato con la sua percezione esterna, dall’altro con la sua condivisione interna». Tradotto: il nuovo marchio dovrà restituire immediatamente l’idea di Umbria per chi guarda da fuori regione ma, allo stesso tempo, gli umbri non dovranno percepirlo come estraneo.

L’attinenza Quanto all’attuale scelta dei ‘Ceri di Gubbio’ nel marchio promozionale, è evidente, quanto legittimo, che è messa in discussione: «Le simbologie adottate – chiarisce l’assessorato – per rappresentare la marca di un territorio, letterali e/o grafiche, non sempre hanno attinenza con gli stemmi, di cui si dovrebbe considerare anche il grado di effettiva adozione ed utilizzo, indispensabili per generare quell’effetto-cascata che si auspica di generare. Tra l’altro nell’esperienza contemporanea si pone costantemente l’esigenza di mantenere alta la relazione tra il sentire degli utenti, esterni ed interni, e le tecniche espressive e rappresentative».

Le opzioni La Regione precisa che il nuovo marchio potrebbe rivisitare quello precedente dei ‘Tre Ceri’, ma anche sostituirlo: «Questo risultato può essere colto mediante restyling, mediante innovazione o mediante innovazione totale, a seconda delle circostanze: esempi di tutti questi casi possono essere proposti anche solo valutando l’evoluzione dei Brand delle Regioni italiane e straniere. Si auspica quindi – concludono dall’assessorato regionale – che tutti coloro che sono chiamati a ricoprire responsabilità pubbliche, ferma restando la assoluta libertà di valutazioni personali e particolari, possano approfondire gli aspetti fondamentali di un tema complesso, articolato e strategico, che è direttamente legato allo sviluppo economico e sociale del territorio».

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