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venerdì 6 agosto - Aggiornato alle 00:16

Ceri a rischio sparizione dal marchio di promozione dell’Umbria. Eugubini «in fibrillazione». Leghisti «sollevati»

Non rassicura la precisazione di lasciare i ceri nel simbolo istituzionale se poi viene tolto dalla comunicazione

di Maurizio Troccoli

Dallo spot ‘Io amo il mare dell’Umbria’, fino alla copertina del Recovery plan regionale (Pnrr), dalle immagini dei parchi umbri, ai più grandi appuntamenti dell’Expo e ancora: la Bit di Milano, le campagne di promozione ‘Cuore verde d’Italia’,  le mostre d’arte come ‘Sensational Umbria’ e le altre che hanno richiamato migliaia di visitatori, le rassegne o le esposizioni, campeggia il marchio ‘ombrello’ contenente i tre ceri di Gubbio. Non è  il simbolo istituzionale, è forse opportuno ripeterlo. Ma quel ‘bollino rosso’ con i Ceri, potrebbe scomparire dal ‘logo di promozione’ che vale la comunicazione principale della Regione. E’ questa la partita che si sta giocando con il nuovo bando lanciato dalla Regione per realizzare il nuovo marchio. La notizia anticipata da Umbria24, che ha scatenato diverse polemiche e preoccupazioni e che ha visto la Regione precisare, come aveva ampiamente fatto questo giornale, che non si tratta del simbolo istituzionale, continua ad agitare quanti hanno ben intuito che il ‘marchio ombrello’  è importante almeno quanto quello istituzionale. Tra questi gli eugubini.

GALLERY: ECCO DOVE VIENE USATO IL MARCHIO OMBRELLO
I TRE CERI DI GUBBIO A RISCHIO SUL MARCHIO UMBRIA PER TURISMO

Da Gubbio «L’assessore regionale – ha detto il sindaco di Gubbio Filippo Maria Stirati – spieghi e ci faccia capire meglio. Quel simbolo è la massima espressione del folclore umbro. Quando fu scelto per la nostra regione, ci fu unanimità. Non posso negare che nella nostra comunità c’è fibrillazione rispetto a questa notizia e vogliamo capire bene di cosa si tratta».  Sulla stessa linea anche il presidente onorario del ‘Maggio Eugubino’ Lucio Lupini: «Quel simbolo è stato scelto per una serie di motivazioni: si fa riferimento all’identità della terra umbra. Sostituirlo con qualcos’altro è ovvio che preoccupa. Ma innanzitutto si è così sicuri di riuscire a interpretare meglio la nostra regione con qualcosa di diverso?  Per noi la festa dei ceri è la festa dei ceri. I tre ceri non li ha mai suggeriti Gubbio alla Regione. Gubbio era all’oscuro di questa scelta. Ce li siamo ritrovati lì per un fatto di identità. Per noi, sicuramente, il marchio dell’Umbria, senza i ceri, diventa meno importante. Quei simboli racchiudono identità territoriale, ma anche tradizione laica e religiosa insieme, e cultura».

 

Leghisti sollevati Non rassicura il fatto che i ceri rimangono nel gonfalone della regione come simbolo istituzionale, se poi lo si toglie dalla comunicazione a tutti i livelli: dalle tv, alla cartellonistica e fino ai musei e agli eventi culturali. Tuttavia dopo l’ufficio stampa regionale, anche la Lega precisa che i ceri rimangono nel simbolo istituzionale. «Il logo dell’Umbria con i tre Ceri di Gubbio non verrà minimamente toccato», scrive Virginio Caparvi, segretario Lega Umbria. «Quello che la giunta Tesei sta facendo – aggiunge – è creare ex novo un marchio turistico e commerciale dell’Umbria da impiegare nelle campagne di promozione del territorio e da affiancare a quello storico e istituzionale che ritrae i tre Ceri di Gubbio, uno dei simboli identitari e irrinunciabili della nostra regione. A dirla tutta, la particolarità non è creare oggi un brand regionale per il turismo, ma che l’Umbria per tutti questi anni ne sia stata sprovvista, a dimostrazione del totale disinteresse e dell’incapacità della sinistra nelle politiche di promozione del territorio». Va precisato che il marchio ‘ombrello’ con i tre ceri era già affiancato a quello istituzionale in numerose occasioni, come si vede dalle immagini. D’ora in poi verrà affiancato quello nuovo mentre i ceri rimangono solo nel logo istituzionale che viene utilizzato solo nelle occasioni che lo richiedano. «Come Lega Gubbio ci siamo subito attivati portando la questione all’attenzione del segretario Caparvi- spiegano dalla sezione locale (è quanto riporta il comunicato della Lega ndr) . Siamo sollevati dal fatto che lo storico simbolo dei tre Ceri non scomparirà dal logo della Regione Umbria e che tale possibilità non sia mai stata nemmeno presa in considerazione dall’assessorato regionale competente».

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