Parte il piano di valorizzazione del centro storico (Foto F. Troccoli)

di D.B.

In un centro storico dove abbondano negozi di abbigliamento e di scarpe, tra le vie sempre più abitate da stranieri, dove sempre di più sono i nuclei «monofamiliari» e tanti gli studenti, «è diffusa la percezione di insicurezza, specialmente in alcune ore del giorno». In sintesi, è questo il ritratto del centro storico del capoluogo che emerge dalle analisi effettuate dal Comune di Perugia. Risultati illustrati mercoledì a palazzo dei Priori dal vicesindaco Nilo Arcudi e dal dirigente dell’Unità Centro storico Carmen Leombruni a corredo del «Quadro strategico di valorizzazione» dell’acropoli.

Il Quadro Il Quadro è stato recentemente approvato dalla giunta comunale e contiene l’analisi delle criticità e delle potenzialità di sviluppo dell’acropoli, l’indicazione del ruolo che il centro storico può svolgere nel proprio contesto territoriale, le azioni strategiche e gli interventi da attuare, il piano economico e finanziario e la fase del monitoraggio e verifica delle azioni intraprese. Un piano a tutto tondo, che verrà elaborato e condiviso con le associazioni di categoria, di cui è iniziata la prima fase di elaborazione attraverso la raccolta delle informazioni di cui sopra. Nella riprogettazione del futuro della città occorre ripensare, secondo le indicazioni del Qsv, i ruoli degli spazi urbani, pianificare le scelte strategiche attraverso i canali tradizionali e sperimentando le nuove tecnologie, investire nei giovani rendendoli protagonisti del cambiamento e della progettazione, ampliare per il centro storico la funzione vitale di polo di attrazione del territorio.

Steward e bagni pubblici Parlando dei problemi legati alla sicurezza del centro storico Arcudi ha spiegato come la linea «sia quella del sindaco: non vogliamo tollerare più questa situazione». Da replicare, secondo le intenzioni del vicesindaco, sarà l’esperienza degli steward nei locali del centro, definiti «uno strumento utile da valutare meglio con le associazioni di categoria e gli operatori». Per evitare poi che nel corso delle lunghe notti dell’acropoli si sporchino le vie del centro, l’amministrazione ha intenzione di riaprire alcuni bagni pubblici come quelli di piazza Grimana, di via Boncambi e della Rocca Paolina. Bagni che verranno appositamente sorvegliati per evitare che diventino «rifugi» per drogati. In più Leombruni ha parlato anche dei vespasiani che verranno «redistribuiti in aree strategiche del centro storico mentre alcuni già presenti verranno ristrutturati».

I diversi volti della città Tornando ai dati, dall’analisi emerge come i quartieri storici della città presentano caratteristiche diverse che da un lato richiamano la loro originaria vocazione, dall’altro «invitano e stimolano a un lavoro che ne valorizzi le nuove potenzialità»: Porta Sant’Angelo ha una presenza di stranieri molto alta, pari al 30,7% e una percentuale di nuclei «monofamiliari» superiore al 70%; San Pietro e Porta Eburnea presentano le percentuali più alte di famiglie con minori, rispettivamente 15,6% e 16,2%, ma Porta Eburnea si caratterizza anche per il maggior numero di nuclei con soli over 65enni rappresentati da poco meno del 20%.

L’insicurezza I risultati dei focus-group e dei sondaggi telefonici relativi alla sicurezza e alla vivibilità del centro storico hanno invece evidenziato, come detto in apertura, una diffusa percezione di insicurezza in alcune ore della giornata, ma anche una forte attenzione alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città in termini di fruibilità e di uso dello spazio pubblico. I dati relativi al commercio mostrano un’offerta merceologica che soprattutto nell’area dell’acropoli, dove si concentra la più alta percentuale di negozi, si caratterizza per una prevalenza di esercizi di abbigliamento e calzature e beni per la persona. I quartieri presentano situazioni molto differenti: da Porta Eburnea, quartiere più povero di esercizi, a Porta San Pietro più vivace economicamente.

Il recupero delle strutture L’ultimo capitolo sul quale si è concentrata l’analisi del vicesindaco invece è quello relativo al recupero delle strutture in disuso del centro: «l’Amministrazione vigila – ha spiegato Arcudi – perché ci sia un recupero laddove necessario e una ridestinazione d’uso. Penso al Mercato coperto, all’ex carcere di Piazza Partigiani, alle ex Caserme di Corso Garibaldi e traversa di Via dei Priori». Mentre, è stato fatto una «puntuale progettazione di recupero di alcune residenze, da Via Fratti, alla Torre degli Sciri, a Via Oberdan e nei prossimi anni altri interventi sono in fase di programmazione». Di seguito alcuni dati.

Popolazione residente: 10.524 (6% della città), di cui 2.048 stranieri mentre il 21% è over 65.

Famiglie con un solo componente: 3.866 (63,7% del totale)e 1.074 formate da soli ultra 65enni.

Rione più popolato: Porta Sole, 2.993 residenti. A Corso Garibaldi primato di stranieri (30,7%) e di famiglie mononucleari (70,4%)

Sicurezza: per il 63% dei residenti l’acropoli è sicura solo in alcune ore, percentuale che sale al 72,2% dei giovani.

Attività commerciali: 841, di cui 425 nella parte più alta. Nel 2006 hanno chiuso 49 esercizi (11,53%) nella zona dell’acropoli.

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