Dare nuovo slancio a quello che è uno «storico motore di aggregazione» per il quartiere di San Valentino e per tutta la città di Terni. Questo uno dei focus dell’avviso pubblico, rivolto agli enti del terzo settore, per la co-progettazione e gestione del centro giovanile di Sant’Efebo. Scaduto l’accordo attuativo tra Palazzo Spada e la cooperativa sociale ‘Actl’ lo scorso 30 gennaio, ora si guarda al futuro. E c’è già una proposta da parte di ‘Arci’ e ‘Nel Grimorio’.
La proposta Per rilanciare il centro, Daniel Pisanu dell’Accademia del tempo libero e Lorenzo Maria Felicini, il presidente de ‘Nel Grimorio’ hanno messo nero su bianco un progetto che «intende promuovere ogni forma di attività destinata ai giovani di fascia di età dai 6 anni in poi con l’obiettivo di condividere i valori fondamentali della coesione sociale, quali il coinvolgimento e la partecipazione attiva della cittadinanza». Nel documento di co-progettazione, tra gli obiettivi, si legge: la volontà di ripristinare «i locali della struttura»; la «diversificazione delle attività svolte all’interno del centro che già ad oggi si distinguono, variando dallo sport dilettantistico al settore artistico propedeutico e professionale»; «sensibilizzare la comunità sull’importanza del rispetto dell’individuo e del contesto in cui si inserisce». Ma anche «favorire l’incontro e la collaborazione tra le associazioni e i loro associati» e l’organizzazione di «laboratori e attività didattiche gratuiti per bambini e adulti».
Centro giovanile Sant’Efebo Insomma, un progetto ambizioso che si rivolge a residenti, scuole locali, associazioni e gruppi di volontariato ed esperti nel settore artistico e sportivo. Il tutto nell’ottica di ovviare alla diminuzione, nell’ultimo decennio, degli «cittadini destinati alle attività con i giovani», «sia per far fronte a problematiche più impellenti e riguardanti altri settori del nostro territorio – aggiungono i proponenti – sia perché vi è stato un calo di interesse da parte dei soggetti che in passato svolgevano tali attività. Inoltre, la tendenza a delegarne l’organizzazione per lo più alle scuole ha, da un lato, sovraccaricato il sistema scolastico, vista la carenza di personale da poter destinare alle molteplici offerte extracurricolari, mentre dall’altro ha canalizzato le scelte delle famiglie verso attività talvolta dispendiose e monotematiche». L’iniziativa, in ultimo, vuole offrire «un multidisciplinare che permetta all’individuo, specialmente nell’età della formazione, di gettare uno sguardo e muovere i primi passi nel mondo dell’arte e dello sport, in un contesto privo di pregiudizi e che consenta alla persona di costruire il proprio percorso formativo a suo piacimento».
L’avviso A livello tecnico, con la pubblicazione dell’avviso pubblico, ora il Comune cerca un massimo di cinque partner privati «dotati di adeguata capacità tecnica, economica e organizzativa per la gestione del centro giovanile». Per la gestione della struttura in largo Bucciarelli 19 infatti c’è bisogno di una nuova convenzione. Si vedrà.
