La sede della Vus (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Appalti Vus per circa due milioni di euro nel mirino del Comune di Spoleto. Sono un centinaio gli affidamenti diretti risalenti al 2015, connessi soprattutto all’igiene urbana e al servizio idrico, su cui il socio municipio ha chiesto lumi alla multiservizi pubblica lo scorso 9 febbraio con un documento firmato dal segretario generale dell’ente, Mario Ruggieri.

Appalti Vus per due milioni sotto la lente  In particolare nell’atto il Comune di Spoleto spiega che a margine «delle attività di controllo delle società partecipate che gli enti proprietari sono tenuti a compiere» si rendono necessari degli approfondimenti «sulle modalità di affidamento di alcuni beni e servizi e alle procedure poste in essere per l’aggiudicazione degli stessi». A distanza di oltre venti giorni, infatti, gli approfondimenti non sono ancora stati consegnati al municipio che ha già provveduto a inoltrare almeno un paio di solleciti alla multiservizi pubblica. Sul punto giovedì mattina in aula è intervenuto l’assessore alle partecipate, Gianmarco Profili: «Abbiamo richiesto chiarimenti su una serie di appalti risalenti al 2015 e contrassegnati da codice 23 ossia di affidamento diretto sotto la soglia da 40mila euro, ma in diversi casi la tipologia si ripete in modo apparentemente non corretto. Tuttavia – ha detto Profili – può trattarsi di un semplice errore di forma legato alla trascrizione del codice identificativo della procedura adottata, che eventualmente sarebbe sufficiente correggere, fermo restando che gli affidamenti diretti sono previsti dalle norme e che la nostra richiesta di chiarimenti rientra nelle attività ordinarie di controllo».

Gli affidamenti diretti su cui sono attesi chiarimenti La cautela, insomma, è d’obbligo anche se è chiaro che il centinaio di appalti segnalati hanno insospettito gli amministratori comunali a cui venerdì dovrebbe essere recapitata la relazione del direttore generale della Vus, Walter Rossi, indicato in molti degli affidamenti diretti come il responsabile unico del procedimento (rup). Coi dettagli su modalità e tipologia, l’assessore Profili e il segretario Ruggieri contano di verificare la correttezza delle procedure seguite nel 2015, anche se analoghe verifiche sono in corso anche sugli appalti del 2016. In particolare nell’elenco allegato alla richiesta di approfondimenti, compaiono tra gli altri quattro affidamenti diretti da 39.100 euro ciascuno per il recupero di rifiuti classificati come fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane, ma anche otto affidamenti per complessivi 203 mila euro relativi al trasporto del percolato. Nell’elenco di appalti segnalati per il percolato della discarica di Sant’Orsola compare anche la partita dello smaltimento, la più pesante di tutti, con una quindicina di affidamenti per un valore complessivo di 418 mila euro. Sotto la lente anche una dozzina affidamenti diretti per manutenzioni di vario tipo eseguite sull’impianto di Casone (Foligno) per quasi 70 mila euro complessivi, mentre altri 192 mila euro sono relativi a forniture di bidoni per la raccolta porta a porta reperiti con otto affidamenti diretti.

@chilodice

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