Secondo i parlamentari le scritte devono rimanere sulle confezioni

Raccolto l’allarme lanciato dalla Associazione italiana celiachia. La proposta della Commissione europea, del 20 giugno scorso, di abrogare il Regolamento relativo alla composizione e all’etichettatura dei prodotti alimentari adatti alle persone intolleranti al glutine e di declassare la classifica dei cibi senza glutine ad un semplice claim, come ad esempio «senza coloranti», è stata reputata estremamente pericolosa dall’Associazione italiana celiachia.

Allarme raccolto Per questo motivo, i parlamentari umbri Walter Verini e Carlo Emanuele Trappolino raccogliendo l’allarme lanciato dalla stessa associazione, hanno assunto una immediata iniziativa ed attivato i percorsi utili ad un pronunciamento in merito della Camera, come già avvenuto in Senato, contro questa proposta. Per i celiaci, ovvero le persone affette da una intolleranza permanente al glutine, proteina vegetale contenuta in alcuni cereali come grano, farro, avena, orzo, segale, il consumo di prodotti dietoterapici risulta essere l’unica cura possibile per vivere bene.

Strumento di tutela Il rispetto del regolamento europeo e delle Linee guida del ministero della Salute che consentono di riportare la dicitura «senza glutine» sui prodotti solo dopo rigorose procedure e controlli è l’unico strumento che tutela la salute stessa del celiaco consentendogli di fare spesa e nutrirsi senza rischi. «Lunedì – ricordano i due parlamentari umbri – sarà chiesto da Luciana Pedoto, membro della commissione Affari sociali e da Sandro Gozi, membro della commissione Politiche dell’Unione Europea, il pronunciamento negativo nei confronti di una proposta che se da un lato è volta all’armonizzazione delle normative esistenti nei vari paesi membri dell’Unione, dall’altro rischia di esporre a gravissimi rischi la salute dei pazienti affetti da celiachia, che in Umbria conta più di 1.500 persone diagnosticate, in Italia un numero superiore alle centinaia di migliaia e già stimato a crescere fino alla 450 mila».

Battaglia anche a Strasburgo «Siamo certi che su questo argomento ci sarà un pronunciamento unanime delle commissioni – affermano Trappolino e Verini – e faremo di tutto per sollecitare gli altri stati membri dell’Unione ad adottare uguali posizioni, attivando i nostri rappresentanti a Strasburgo a sostenere questa battaglia».

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