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mercoledì 27 gennaio - Aggiornato alle 19:34

Castelluccio, Parco dei Sibillini si difende: «Guerra inutile, noi pronti ad ascoltare»

Presidente Olivieri preoccupato: «Dietro a questo scontro c’è il sospetto della strumentalizzazione elettorale»

Oliviero Olivieri, presidente dell'Ente Parco dei Sibillini

di C.F.

«Questa guerra non aiuta nessuno: il Parco è pronto ad ascoltare e ragionare, l’importante è che ci sia la volontà di farlo insieme, nel rispetto di norme e ruoli, superando posizioni che sembrano dettate dalla rabbia o, nella peggiore delle ipotesi, da interessi che non rendono giustizia al nostro territorio».

PETIZIONE PER USCIRE DAL PARCO

Parco dei Sibillini si difende All’indomani della dura presa di posizione di tutte le Comunanze agrarie di Norcia ricadenti nel perimetro dell’Ente Parco, compattamente schierate al fianco di Castelluccio nel chiedere ancora la sospensione del Piano, il presidente Oliviero Olivieri difende la posizione del Parco dei Sibillini, soprattutto per quanto riguarda il parcheggio per il deltaplano di Castelluccio, casus belli dello scontro in atto ormai da giorni: «Non solo noi abbiano detto di no all’area di sosta da 70 posti, lo stesso hanno fatto il ministero dell’Ambiente, la Soprintendenza dell’Umbria e l’Ispra, ma come Parco abbiamo anche proposto delle soluzioni migliorativa, che prevedevano 250 stalli. Eppure l’Ente Parco continua a essere additato come l’unico responsabile dello stop al parcheggio, oltreché di ogni altro altro problema, tanto che si è arrivati a definirlo come il vero e unico ostacolo alla ripartenza del territorio dopo il sisma».

«Sospetta strumentalizzazione, guerra è inutile» Quindi le preoccupazioni di Olivieri e del personale dell’Ente a cui, considerando che la bocciatura del parcheggio per il deltaplano di Castelluccio è arrivata mesi fa, «sorge il legittimo sospetto che quella contro il Parco sia un’azione strumentale, legata alle imminenti Politiche. Invocare poi la temporanea sospensione delle norme del Piano del Parco non significa poi poter agire in barba alle normative nazionali e comunitarie di tutela dell’ambiente e del paesaggio. Capiamo – dice Olivieri – il disagio dei terremotati perché è lo stesso di molti di noi, che come i castellucciani abitiamo queste terre e pretendiamo di essere considerati interlocutori e non oppositori: questa guerra – dice – non aiuta nessuno, noi siamo pronte ad ascoltare e ragionare».

@chilodice

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