Il Tar dell'Umbria

La battaglia sulle mense si sposta ufficialmente nella sede del Tar regionale. Martedì infatti i comitati dei genitori hanno depositato il ricorso attraverso il quale si chiede un’istanza di sospensione e l’adozione di misure cautelari contro la decisione del Comune di dare in appalto l’intero servizio, anche nella parte che riguarda l’approvvigionamento del cibo, compito svolto fino a quest’anno dalle associazioni dei genitori. Tra i principali motivi del ricorso ci sono la presunta violazione degli articoli 42 e 48 del Testo unico degli enti locali «per incompetenza della Giunta che – dicono i genitori – non può deliberare, nemmeno in via d’urgenza, in materia di “organizzazione dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni e aziende speciali, concessione dei pubblici servizi, partecipazione dell’ente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi”».

Il ricorso In più si lamenta la «violazione dei principi di trasparenza e di partecipazione, violazione del principio di sussidiarietà e del diritto allo studio». Di più al momento non viene svelato ma «sta di fatto che un primo risultato – commentano le associazioni – già si vede, in quanto all’indomani della ricezione del ricorso il Comune ha accelerato i controlli all’acqua, pur non estendendoli ai rubinetti dei bagni ma solo a quelli delle cucine, e ha disposto che nel frattempo vengano acquistate le bottiglie di acqua da distribuire nelle classi». Tutto ciò mentre nel frattempo vanno avanti i controlli, di routine, dei carabinieri del Nas in alcune scuole cittadine per controllare che tutto sia fatto secondo le norme.

Polemica in consiglio Martedì intanto si è discusso di mense anche a palazzo dei Priori, dove il gruppo consiliare del Pd, attraverso una nota stampa, lancia l’allarme sulla mancata convocazione di un consiglio comunale grande dedicato interamente ai servizi educativi, compreso quindi il servizio mensa. «Un’amministrazione civica e della partecipazione solo a parole», scrive il gruppo di minoranza. «La maggioranza di centro destra – continua la nota -, nonostante la tanto sbandierata partecipazione e condivisione, mette di nuovo il silenziatore ai cittadini su un tema, quello delle mense, fortemente sentito dai perugini. Nei mesi scorsi, su richiesta dei genitori e dietro insistenza del nostro gruppo consiliare, il presidente del consiglio e il sindaco hanno accettato di organizzare un ‘consiglio Comunale grande’ sul tema e aperto agli interventi dei cittadini ma, a distanza ormai di tempo, non se ne sta facendo nulla. Il 3 agosto scorso, in occasione della conferenza capigruppo prevista in quella data, è stato votato, all’unanimità, lo svolgimento di un Consiglio Grande sul tema entro metà di novembre. Fino ad oggi questa promessa è stata disattesa».

La polemica I consiglieri di minoranza rilanciano la polemica appellandosi alle dichiarazioni di sindaco e assessori, riguardo una più ampia partecipazione alla vita politica: «Risultano inutili – aggiungono – le nostre pressanti richieste. Crediamo che un’ assunzione di responsabilità vera da parte di un centro destra, sempre più autoreferenziale e dilaniato da lotte intestine, passi per un Consiglio Grande al fine di presentare a cittadini e componenti delle associazioni dei genitori la propria posizione in merito. Portare il Consiglio Comunale tra i cittadini è tra le linee guida del Sindaco Romizi. E lo stesso Presidente del Consiglio Leonardo Varasano soltanto qualche giorno fa in occasione di una sua intervista alla stampa ha dichiarato: ”Porto il Consiglio tra la gente”. Ma a quanto pare si tratta esclusivamente di slogan. Forse il centro destra perugino e chi si autodefinisce civico preferisce trincerarsi all’interno di Palazzo dei Priori cercando di gestire l’ordinario senza parlare alla città nel suo insieme, si preferisce parlare di ipotetici spostamenti della fontana di viale Indipendenza al fine di distogliere i perugini dai problemi reali e impantanare l’attività del Consiglio e delle Commissioni in dibattiti che poco interessano i nostri concittadini al fine di rendere più evanescente le proprie responsabilità di fronte ad una decisione fortemente avversata come questa delle mense. Per quello che ci riguarda continueremo a richiedere a gran voce, nelle sedi opportune, la convocazione di questo ‘Consiglio grande’. Ci chiediamo quando i cittadini potranno essere ascoltati dalla giunta e dal consiglio».

Risponde Perari A loro risponde il consigliere di Forza Italia Massimo Perari, che parla di «parole in libertà da parte del Pd». Secondo Perari il Pd sta provando a «intaccare quel clima di rinnovata fiducia e dialogo che l’amministrazione Romizi sta progressivamente costruendo con la città, nonostante la pesante situazione ereditata. Ben sanno i consiglieri del PD come alla citata Conferenza dei Capigruppo dello scorso 3 agosto si fosse votata all’unanimità la proposta di un Consiglio Grande sul tema dei “servizi all’infanzia”, ambito di ben più ampia portata rispetto alle “mense”, sulle quali invece si concentrano oggi tutte le energie del partito di minoranza. Nessun dietrofront rispetto agli impegni assunti. Anche all’ultima Conferenza dei Capigruppo si è ribadita l’intenzione di affrontare tali questioni, espressamente concordando con la capogruppo del partito di minoranza Rosetti del M5S di rimandare al prossimo lunedì 19 ottobre la decisione».