A pochi giorni dalla presentazione del piano industriale Ater, il Comune di Terni, tramite l’assessore Gianni Maggi, torna a fare appello alle istituzioni perché ci sia una maggiore disponibilità di risorse, necessarie a soddisfare il fabbisogno di alloggi di edilizia residenziale sociale in Umbria e, in particolar modo nella città di San Valentino.

Maggi «Purtroppo – riconosce l’assessore -, Ater lavora e pianifica i lavori sulla base degli affitti, nell’ambito di un bilancio limitato. Non a caso, gli alloggi che saranno sistemati nell’arco di un quinquennio sono 430. Rapportati all’annualità, si tratta di una media di 86 alloggi. Per l’intera Umbria, un numero irrisorio. Solo a Terni, infatti, ce ne sono 475 in attesa di ristrutturazione. Quando ci siamo insediati, nel 2023, erano poco più di 300. Ciò significa che a fronte di rinunce e riconsegne si accumulano ogni anno 80 alloggi non immediatamente fruibili di nuovo. I numeri prospettati dunque non neutralizzano le criticità locali e Terni merita una maggiore attenzione nei numeri. Tra Governo e Regione, qualcuno deve assumersi l’onere di finanziare un Piano casa, fermo alle volontà dichiarate». Contravvenendo alle richieste reiterate dai sindacati, portavoce delle esigenze dei cittadini, il Comune, è stato annunciato da Maggi, sta elaborando la possibilità di un bando aperto per la mobilità (sulla quale ci sono già dei numeri all’attivo) e l’emergenza abitativa: «Per raggiungere questo risultato c’è bisogno di un lavoro sinergico con Ater; i rapporti con il presidente sono buoni, registriamo grande disponibilità al confronto. Tuttavia è necessario che l’azienda sia messa nelle condizioni di operare con un budget all’altezza». Intanto Palazzo Spada procede alle assegnazioni di alloggi ai richiedenti con posizione già vagliata mentre per altre domande c’è necessità di approfondire. Entro la primavera, l’operazione dovrebbe concludersi. La graduatoria scadrà nell’estate 2026.

Ater precisa «Vorrei sottolineare che, al netto dei graditi apprezzamenti sull’operato della nuova Governance, ci sono alcune specifiche da fornire – afferma il presidente Federico Santi -. La situazione degli alloggi non locabili di Ater è sicuramente un elemento di criticità sul quale stiamo lavorando con trasparenza e impegno dal primo giorno dell’insediamento; tuttavia i 435 alloggi di cui si è parlato nella conferenza dell’assessore, ripresi dall’illustrazione del piano industriale di Ater, non sono da intendersi come esaustivi delle operazioni nei cinque anni, ma andranno in completamento, per motivi di rendicontazione, entro il primo semestre del 2027. Si può ragionevolmente dire che, relativamente al 2026, ci prendiamo l’impegno di mettere a disposizione almeno 318 alloggi, quelli del Pnc (66) e del Pnrr (99), in avanzato stato di completamento, e quelli con fondi Ater di proprietà regionale e dei comuni (99+54). Come si vede siamo ben sopra ai livelli medi di riconsegne annuali (stimati in 194 nel 2025) e in piena operazione di recupero del terreno perso negli anni passati. E’ indubitabile che, per risolvere alla radice il problema, ci sia la necessità di ulteriori finanziamenti nel prossimo futuro, siamo fiduciosi di avere, a breve, buone notizie anche su questo versante».

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