«È paradossale festeggiare l’avvio dei lavori a 9 anni dal sisma, ma purtroppo questa è la situazione della burocrazia». Così il presidente di Ater, Alessandro Santi, giovedì mattina a Cascia in occasione della consegna di due cantieri per la ricostruzione di due palazzine di edilizia residenziale pubblica e privata rese inagibile dal terremoto più forte del 30 ottobre 2016. I due cantieri costeranno complessivamente 5,8 milioni di euro, hanno tempi di esecuzione stimati in due anni e permetteranno di restituire un alloggio a 12 famiglie assegnatarie di quelle case popolari già prima del sisma, più a due privati che in quei condomini hanno il loro appartamento. Ed è stato anche questo elemento a complicare l’iter di avvio della ricostruzione post sisma nelle due palazzine, che si trovano in via Cavour a Cascia e in località Avendola, dove alla fine dei lavori i due stabili saranno certificati Nzeb (nearly zero energy building), integrando impianti ibridi (pompa di calore e caldaia a condensazione), pannelli fotovoltaici e termici per l’efficienza energetica.
«Con l’avvio di questi cantieri Ater compiamo un altro passo concreto nella ricostruzione post sisma, aggiungendo un nuovo tassello al percorso di ricostruzione, che a Cascia è già ad un livello avanzato», ha comunque sottolineato il sindaco Mario De Carolis, parlando poi di «un percorso non semplice» a causa della «presenza di interventi misti, pubblici e privati, che hanno reso l’iter più complesso e la burocrazia si è raddoppiata, ma oggi possiamo dire, con soddisfazione, che ce l’abbiamo fatta, dando vita a progetti che non sono solo edilizi, ma profondamente sociali: alloggi moderni, sicuri, sostenibili, costruiti secondo i più alti standard antisismici».
