La Casa dell’associazionismo di via della Viola torna al centro del dibattito cittadino. Lunedì infatti nella commissione Controllo e garanzia di palazzo dei Priori è ripresa la discussione sulla richiesta di attivazione della commissione presentata dal M5S. Con il documento, già trattato in precedenti sedute, i pentastellati chiedono l’attivazione della commissione per verificare il corretto operato dell’Amministrazione e la legittimità e validità delle procedure eseguite nella stipula dei contratti, anche tenuto conto della loro durata. E infine per verificare la configurabilità dell’ipotesi di danno erariale per quanto riguarda il Comune. Secondo il capogruppo del M5S Cristina Rosetti l’assegnazione dell’immobile alle associazioni è avvenuta «in palese contrasto con il regolamento vigente anche in considerazione del canone applicato».
Il documento Tutti motivi per cui chiede alla giunta di individuare chi e a quale titolo è presente nell’immobile e a revocare convenzioni in essere se irregolari o a modificarle. Nel mirino c’è anche Arci, per la quale Rosetti chiede di «valutare i presupposti per addivenire alla conclusione di una diversa regolamentazione contrattuale con conseguente canone congruo». Durante la seduta è stata respinta la richiesta di Bori (Pd) di ascoltare in commissione i rappresentanti delle associazioni, mentre è stato deciso di convocare in una prossima seduta i dirigenti competenti.
Calzini Sulla vicenda martedì interviene il presidente di Arci Perugia Franco Calzini, che si dice «stupito dal protrarsi di questa azione da parte del M5S rispetto a una vicenda estremamente chiara». Calzini spiega che il contratto ventennale di Arci è stato rinnovato nel 2012 e prevede la corresponsione di un canone ‘simbolico’ di 200 euro l’anno, a fronte però di un consistente investimento sulla struttura, da sempre di proprietà del Comune ma gestita dalla Provincia fino al 2012, anno nel quale la gestione è tornata nelle mani di palazzo dei Priori. «Questo affitto ‘simbolico’ – osserva – deriva dall’investimento pari a 150 mila euro circa che abbiamo fatto non sulla parte che abbiamo in concessione, peraltro una quota minoritaria, ma sull’intero immobile. Tutte spese rendicontate e a supporto ci sono fatture e pagamenti, tutte sulle scrivanie del Comune. Quindi abbiamo investito risorse nostre, in sostituzione dell’affitto, su un’intera struttura pubblica, che rimarrà di proprietà del pubblico. Dunque l’affitto non è per nulla gratis».
Servizi Calzini tiene a sottolineare che «l’investimento su San Fiorenzo è stato fatto non perché – dice – avevamo bisogno di un ufficio, dato che abbiamo una rete composta di 200 circoli, ma perché qui abbiamo portato servizi a favore della cittadinanza e dei nostri associati. Ricordo ad esempio che per primi abbiamo riportato un cinema in centro, oltre ad aprire una ludoteca-museo del giocattolo dove transitano centinaia di bambini delle scuole elementari del Comune di Perugia e delle zone limitrofe. Oltre a ciò nel corso degli anni abbiamo contribuito a riqualificare via della Viola». Il presidente ricorda poi che nella struttura sono presenti anche tante altre importanti associazioni come Tavola della Pace, Legambiente, Rete della pace, Uisp, Libera, Mixteam, Rete delle donne anti-violenza, Comitato 8 marzo, Cidis.
Rilancio e collaborazioni «Da ultimo – conclude Calzini – vorrei dire che l’utilità complessiva della Casa dell’associazionismo e delle dieci associazioni che la animano è ben percepita: il rilancio di questa parte di città e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Arci poi sta collaborando proficuamente con l’amministrazione comunale sviluppando insieme a essa ulteriori importanti progetti nell’interesse di tutti i cittadini, perciò non capiamo questo accanimento in particolare del M5S nonché di alcuni consiglieri di maggioranza, che forse non conoscono a sufficienza il lavoro che qui tutti insieme stiamo facendo».
