di Massimo Colonna

Mancano ancora comunicazioni ufficiali ma il capodanno Rai in Ast a questo punto è a rischio. L’ultimo decreto firmato dal presidente del Consiglio Conte infatti potrebbe pesare sull’organizzazione dell’evento a tal punto da far desistere la Rai a procedere. Su questo, da quanto apprende Umbria24, Ast non ha ricevuto comunicazioni formali, anche se la multinazionale non è inserita nella convenzione stilata ad hoc per l’evento, in cui invece rientrano Rai, Regione e Comune. E nemmeno il Comune ne sa niente, da quanto ha comunicato in commissione consigliare l’assessore alla Cultura e vicesindaco Andrea Giuli nel pomeriggio di venerdì.

La rinuncia Proprio in commissione i rappresentanti dei vari partiti politici hanno iniziato a discutere la variazione di bilancio sui 150 mila euro che la Fondazione Carit ha sborsato per l’evento. Soldi che Palazzo Spada aveva necessità di inserire a bilancio prima della fine dell’anno. Accesa la discussione tra i consiglieri, in particolare quando dalla minoranza, in particolare dal capogruppo del Partito democratico Francesco Filipponi, è arrivata la notizia dell’annullamento dell’evento. A quel punto il vicesindaco Giuli ha spiegato di non sapere nulla in merito all’annullamento, e di non aver ricevuto nessuna comunicazione ufficiale. Nessuna comunicazione, da quanto si apprende, nemmeno per il sindaco Leonardo Latini. La discussione è proseguita quindi fino alla approvazione della variazione di bilancio da parte della commissione, con i voti della maggioranza e l’astensione della minoranza. La Regione in questi giorni era in attesa di un riscontro da parte della Rai. Rai che a sua volta attendeva il Dpcm di Natale per capire come poter organizzare il tutto. Ma evidentemente il piano strutturale dell’evento non convince, tanto che il capodanno in Ast a questo punto è quantomeno a rischio. Il tutto in attesa di una comunicazione ufficiale da parte della Rai.

Le reazioni «Come ho ribadito anche nell’ultima seduta dell’Assemblea legislativa dell’Umbria – spiega il consigliere regionale Fabio Paparelli (Pd) – ritengo del tutto inopportuno investire oggi risorse regionali per sponsorizzare la trasmissione Rai ‘L’anno che verrà’ che sarebbe dovuta andare in onda dalle Acciaierie di Terni il prossimo 31 dicembre. La scelta di rinviare questo evento va nella direzione da noi auspicata, e non ha nulla a che vedere con le restrizioni previste nell’ultimo Dpcm del Governo. Finalmente il buon senso ha prevalso e abbiamo scongiurato che andassero sprecate risorse pubbliche importanti finalizzate alla promozione dell’Umbria in un momento così delicato, senza considerare che non avrebbero di certo prodotto benefici per il settore turistico. Anzi. Auspichiamo pertanto che tali risorse vengano destinate più proficuamente ai ristori e al sostegno diretto degli operatori turistici in difficoltà e, se l’evento verrà spostato al prossimo anno, che venga almeno scelta – conclude – una location pubblica di maggior richiamo turistico rispetto alle Acciaierie».

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