di Chiara Fabrizi e Massimo Colonna
Pistoia è la Capitale italiana della cultura 2017. È finito lunedì pomeriggio il sogno di Spoleto e Terni, le due umbre finaliste del concorso indetto del Mibac che in palio ha messo un milione di euro e una buona dose di visibilità. A pronunciare il verdetto è stato direttamente il ministro Dario Franceschini di fronte alla platea di sindaci, assessori e tecnici delle nove città che erano ancora in corsa e che negli ultimi mesi hanno coordinato i rispettivi lavori di progettazione.
Pistoia è la Capitale italiana della cultura 2017 La commissione di esperti scelta dal Mibac, dopo un’attenta analisi dei dossier e dei progetti di candidatura presentati, ha quindi scelto di incoronare Pistoia come Capitale italiana della cultura principalmente giudicando in base a tre criteri: qualità dell’informativa; qualità dei dossier; e sostenibilità economica della strategia. Tuttavia il presidente, il prof Marco Cammelli, ha più volte sottolineato come tutti i faldoni presentati dalle città finaliste, compresa Mantova che ha vinto il titolo di Capitale della cultura 2016, siano risultati all’altezza delle aspettative: «C’è chi vince e chi non vince – sono state le sue parole – ma nessuno agli occhi della commissione ha demeritato, la documentazione che ci è pervenuta non è mai risultata arrangiata o improvvisata, e ciò conferma l’utilità e l’importanza di questi processi di programmazione integrata territoriale».
Cardarelli: «Attendiamo bando 2018» Un premio di consolazione che tutte le delegazioni presenti nel Salone del Consiglio nazionale si sono appuntate al petto, comprese quelle composti dagli amministratori di Spoleto e di Terni. In particolare, per la città del Festival a commentare la decisione della commissione del Mibac è stato il sindaco Fabrizio Cardarelli, presente a Roma insieme agli assessori Gianni Quaranta e Antonio Cappelletti, oltre che alla dirigente Antonella Quondam e all’architetto Giorgio Flamini, ossia parte della squadra che ha retto le fila del progetto Spoleto porta delle culture: «Al di là dell’esito della candidatura – ha detto il sindaco – il lavoro fatto in questi mesi è comunque motivo di soddisfazione sia per la progettualità espressa, così come riscontrato anche dal prof Cammelli, che per il percorso di partecipazione con cui siamo arrivati al dossier. Per questo – ha affermato Cardarelli – l’intenzione dell’amministrazione è continuare in questa direzione, attendendo il bando 2018 per valutare una nuova candidatura».
Nuova sfida dal ministro Franceschini Il ministro Franceschini, in effetti, ha già lanciato la prossima sfida dopo la prima esperienza dei concorsi per la Capitale italiana della cultura 2016 e 2017. La data di pubblicazione della nuova gara non è stata resa nota, ma l’ambizione è quella di rodare un meccanismo sperimentato per la prima volta così da arrivare alla nomina della Capitale della cultura 2018 entro il mese di gennaio 2017.
Armillei: «Il programma continua» Nel Salone del Consiglio nazionale anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, e l’assessore alla cultura, Giorgio Armillei, oltre naturalmente ad alcuni collaboratori che hanno seguito il progetto Sperimenta a Terni. Ed è proprio Armillei, raggiunto telefonicamente: «Abbiamo fatto un lavoro eccellente. Certo, vincere sarebbe stato più bello ma il nostro programma continua. Pistoia? Non ci aspettavamo vincesse. Per un verso non ci aspettavamo potesse vincere Pistoia – ha spiegato l’assessore al telefono – perché il loro progetto non ci aveva entusiasmato. Ma evidentemente ci sbagliavamo. In effetti la loro biblioteca, menzionata anche nelle motivazioni che hanno preceduto la proclamazione, rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale. Noi abbiamo portato un progetto per certi versi eterodosso, basato cioè sulla visione di cultura come progetto di sviluppo e non necessariamente ancorato alla cultura come conservazioni di beni. Così come anche Taranto e parzialmente Como avevano questa nostra impostazione. Il nostro comunque non è stato un progetto velleitario, ma basato su un percorso intrapreso anche dalle precedenti amministrazioni e che continuerà anche in futuro».
Il gruppo di lavoro Sperimenta a Terni Del gruppo di lavoro ha fatto parte anche Michele Rossi. «L’essere stati per la prima volta in sfida con città molto più blasonate dal punto di vista culturale – ha commentato – non può che non essere motivo di vanto e di orgoglio per la nostra città. Una scommessa che per quanto mi riguarda la città ha comunque orgogliosamente vinto. Emozionante rappresentare Terni, fiero di aver dato il mio contributo, di aver messo da parte per questo scopo anche le differenze politiche».
#provaciancoragiorgio Dopo la proclamazione ecco la presa di posizione del M5s di Terni tramite il consigliere Federico Pasculli, che ha lanciato anche l’hashtag #provaciancoragiorgio rivolto all’assessore Armillei. «Dopo aver perso l’Hermans Festival, aver visto Jazzit andarsene in Piemonte, altra sonora bocciatura per i progetti culturali di questa amministrazione. Ci chiediamo se non è stato un prevedibile errore quello di riporre tutte le nostre speranze in un traguardo quanto mai ambizioso e complicato. In biblioteca piove e si staccano pezzi dappertutto, siamo senza un teatro da anni, non c’è condivisione, una città che si muove solo su impulso dei privati a volte troppo isolati se esterni a certe cerchie, quel poco di buono che si era creato negli anni sta pian piano scomparendo, così come è stato anche per Cavour Art». «Se l’hashtag – ha replicato Armillei con il sorriso sulle labbra – è un invito a ricandidare Terni, allora ci pensiamo sicuramente. A parte gli scherzi, io sono sempre aperto al confronto se basato su argomentazioni e non su semplici gridi allo scandalo. E’ anche per questo che nel gruppo di lavoro abbiamo inserito esponenti di parti sociali e politiche diverse della città».
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