di Chia.Fa. e Mas.Col

Capitale della cultura 2016 vince a Mantova, Terni e Spoleto sperano per il titolo 2017. Il verdetto della giuria presieduta dal professor Marco Cammelli è stato reso noto dopo poco le 17.30 nel salone ex consiglio nazionale dal ministro Dario Franceschini alla presenza delle delegazioni delle amministrazioni comunali provenienti dalle dieci cittadine selezionate come finaliste del concorso per l’assegnazione dell’ambito premi, ossia Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni, oltre naturalmente Mantova.

I dossier di Terni e Spoleto Le due umbre possono ancora sperare nel titolo di Capitale della cultura per il 2017 che sarà reso noto il prossimo 24 gennaio, come ha rivelato in apertura di conferenza stampa il ministro Franceschini. Nella sala del Mibact erano presenti i sindaci Leopoldo Di Girolamo e Fabrizio Cardarelli, col primo affiancato dall’assessore Giorgio Armillei e dallo staff che ha seguito il progetto (Michele Rossi, Elena Alessandrini, Alessandro D’Egidio, Anna Amati, Linda Di Pietro) e il secondo dagli assessori Gianni Quaranta e Antonio Cappelletti. Terni era e resta in corsa col dossier Visita l’Umbria-Sperimenta a Terni  articolato in quattordici progetti come Performing Carsulae, Mapping art, Parchi urbani e collaborazione, Quartiere POPolare e Wow Festival. La città del Festival al Mibact ha invece presentato il dossier Spoleto porta delle culture, città modello di pace e civiltà declinato attorno alla figura concettuale delle porte a cui corrisponde un riferimento storico e concettuale e una serie di progetti, ad esempio, alla porta delle generazioni fa riferimento il progetto della Biennale internazionale dell’arte infantile, un Festival di musica pop e di musica elettronica, un progetto per la valorizzazione e diffusione della lettura e un festival internazionale della creatività senile.

Il commento dei sindaci Di Girolamo e Cardarelli Alla pronuncia del verdetto che ha assegnato a Mantova il titolo di Capitale della cultura 2016, il sindaco Di Girolamo a caldo a Umbria24 ha commentato: «È emerso che Mantova ha vinto in virtù di una progettazione più compiuta e realizzabile, avendo già partecipato alle candidature per capitale europea, quindi il suo dossier era in stato molto avanzato dal punto di vista tecnico e della praticabilità. Adesso ci giochiamo la seconda chance per il titolo 2017, ma è importante aver messo in moto tante energie nel settore della cultura, proseguiremo su questo filone e molti dei progetti preparati li realizzeremo lo stesso». Il sindaco Cardarelli ha invece affermato: «Siamo comunque soddisfatti del lavoro svolto fin qui, congratulazioni alla città di Mantova, ora attendiamo l’annuncio a gennaio della capitale italiana della cultura 2017».

Franceschini: «Abbiamo messo in moto progettazione» I due progetti saranno nuovamente vagliati dalla commissione presieduta dal prof Cammelli che al termine della procedura renderà noti tutti gli atti istruttori, dalle valutazioni ai dati fino alle relative motivazioni. Il ministro Franceschini in apertura di conferenza stampa ha spiegato l’iniziativa voluta dal Mibact:  «Dopo Matera 2019, la prossima Capitale europea della cultura l’avremo nel 2033, per questo come ministero abbiamo pensato di istituire la nostra Capitale italiana della cultura. Come avevamo immaginato si è messa in moto una grande progettazione ed è scattata una sana competizione che ha coinvolto associazioni e variegate realtà territoriali, un risultato che volevamo perché giova a tutto il Paese, anche chi non ha vinto. Quando il meccanismo del bando sarà messo a regime le città candidate avranno più tempo a disposizione sia per la prima domanda che per la progettazione completa che viene richiesta alla finaliste, per questo ringrazio le 24 città che hanno risposto alla nostra chiamata e le dieci della short list che hanno avuto un tempo molto ristretto per presentare il dossier».

Appuntamento al 24 gennaio Il professor Cammelli ha, invece, spiegato: «Per il 2016 abbiamo valutato la prossimità, ossia le città che erano già preparate al titolo, visto che siamo a ottobre, ma è indispensabile che il lavoro fatto da tutte le città non finisca in un cono d’ombra perché questi processi – ha detto – sono un valore aggiunto significativo e importante che le città hanno già maturato, in altre parole il numero dei vincitori è superiore a quello dei premiati. Anche chi non è entrato nella short list ha vissuto un processo importante mettendo insieme fattori, attori e dimensioni e ritengo che il modo per governare i sistemi locali passa da percorsi come questo, quindi complimenti ai sindaci». E appuntamento al 24 gennaio per l’assegnazione del titolo di Capitale italiana della cultura 2017.

Twitter @chilodice e @tulhaidetto

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.