La protesta degli studenti nel marzo scorso

di Daniele Bovi 

Studenti e genitori del liceo scientifico Galeazzi Alessi di Perugia tornano in piazza. Per lunedì è stata infatti convocata una manifestazione di protesta contro la gestione dell’istituto portata avanti dalla dirigente scolastica. L’appuntamento è per le 8 in piazza Partigiani: da qui partirà un corteo che arriverà fino all’Ufficio scolastico regionale. Oltre mille le persone attese fra studenti e genitori che, tra striscioni e megafoni, una volta arrivati sotto l’Ufficio guidato da Stefano Repetto leggeranno un comunicato in cui si spiegano le ragioni della protesta. Una manifestazione apartitica e apolitica che avrà al centro sostanzialmente la complessiva gestione dell’istituto e la questione degli esami Cambridge. 

Niente esami Venerdì si sarebbe dovuta tenere una sessione dedicata a Fisica che, però, è saltata. Due le classi quarte coinvolte, che si erano preparate e che avevano già pagato (180 euro) i costi dell’esame. Nelle scorse ore a ricostruire quanto accaduto in una lettera è stato il professor Fausto Caporali, referente del corso Cambridge e tra i collaboratori della vicepresidenza silurati settimane fa dalla dirigente. Caporali parla di un  «lavoro di un mese richiesto in due giorni» e di «tempi e modalità incompatibili con il corretto svolgimento delle procedure internazionali previste dal Cambridge assessment». Dopo il siluramento anche la professoressa  Katia Proietti – Exams officer del corso – rassegna le dimissioni per solidarietà, spiegando di non potersi fare carico da sola della gestione dell’intero esame.

La lettera La complessità dell’organizzazione dell’esame, spiega Caporali, non è banale. Le linee guida ufficiali contano 178 pagine e le operazioni preparatorie cominciano più di un mese prima della prova. Eppure, secondo quanto riportato, la dirigente avrebbe iniziato a cercare alternative soltanto il 22 aprile, a poco più di due settimane dall’esame, chiedendo in più occasioni alla stessa Proietti di assumersi di nuovo l’incarico. La docente rifiuta: senza il supporto di Caporali, non ritiene possibile garantire il rispetto delle regole previste. Tentata anche la strada del coinvolgimento di altre colleghe del corso Cambridge, ma tutte – pur definite «estremamente preparate e professionali» – declinano per motivi analoghi. Si arriva così alla richiesta rivolta a due insegnanti del Dipartimento di Lingue, le professoresse Bottauscio e Antonini, che accettano la disponibilità sub conditione, cioè solo se adeguatamente formate. Dopo un confronto diretto con il responsabile Cambridge per l’Italia Centrale, le due docenti prendono però atto che «non è possibile acquisire in pochi giorni una formazione che normalmente richiede settimane» e, quindi, si tirano indietro.

Responsabilità Durante una riunione con la dirigente e gli altri referenti, viene ribadito che la responsabilità dell’esame non può essere scaricata su altri: «La gestione poteva essere affidata solo al sottoscritto», scrive Caporali. Le due docenti si propongono persino come mediatrici per facilitare un riavvicinamento tra Caporali e la dirigente. Il professore si dice disponibile ad accettare l’incarico, «pur in condizioni proibitive», se solo fosse stato contattato. Il contatto però non arriva, almeno non in tempo utile. Solo la sera del 6 maggio, alle 22:11, il professor Caporali riceve un ordine di servizio formale con cui viene nominato ufficialmente Exams officer e gli viene intimato di garantire «la tenuta e il regolare, corretto, positivo e completo svolgimento dell’esame in oggetto, in tutte le sue parti e a regola d’arte». Ma ormai, sottolinea il professore, «le condizioni per operare in modo conforme non c’erano più».

Fatti incontrovertibili A quel punto Caporali tenta un’ultima mossa: scrive alla dirigente per chiedere un quadro dettagliato delle procedure già avviate, nel tentativo di salvare la situazione, ma non riceve risposta. A suo giudizio, l’esame non è stato svolto non per volontà, ma perché «non c’erano più i margini per farlo in modo conforme e sicuro». Infine, un secondo ordine di servizio, inviato l’8 maggio alle 22:13, sposta la responsabilità del mancato svolgimento dell’esame su Caporali e sulla professoressa Proietti. Una mossa che il docente respinge con fermezza, ricordando che «in assenza di referenti, la responsabilità della somministrazione dell’esame è in capo al dirigente scolastico». Fatti «netti, chiari e incontrovertibili», conclude Caporali.

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