di Ma.Gi.Pen.
«Il Memorial D’Aloja non è stato annullato, ma solo sospeso e la Federazione italiana canottaggio vedrà se ci sono le possibilità di farlo a ottobre». Questa la novità che emerge mercoledì mattina in una conferenza stampa dagli assessori allo Sport Marco Schenardi e ai Lavori pubblici Giovanni Maggi dopo il ‘semaforo rosso’ della Fic per la competizione nel mese di aprile. La conferenza è stata anche l’occasione per Palazzo Spada per ricostruire la vicenda che ha portato allo stop dell’evento remiero in programma dall’11 al 13 aprile ma anche del Meeting in programma il 5 e il 6 dello stesse mese: «Noi fatto di tutto per salvare il Memorial, è stata una valutazione, seppur legittima, della Federazione. Il Comune in questo senso ha poche responsabilità».
Memorial D’Aloja A rompere il ghiaccio è l’assessore Maggi con una premessa: «L’intervento Pnrr sul Centro remiero di Piediluco è sempre stato condotto in piena sintonia con la Fic. Quel progetto non è stato fatto da noi, è uno dei tanti progetti incompleti lasciati dall’ex assessore». Poi introduce l’argomento Memorial: «Al momento dell’inizio dei lavori ci siamo resi conto che i tempi necessari non avrebbero consentito l’effettuazione del Memorial D’Aloja, dovevamo trovare alternative. Per consentire l’effettuazione del Memorial abbiamo fatto delle consegne delle aree parziali». «Poi – continua – c’è stato un cambio di presidente della Federazione, Tizzano ha riconfermato tutto il suo impegno per garantire l’effettuazione delle manifestazioni sportive anche in questa fase. Questo succedeva a dicembre. Ci siamo rimandati per una valutazione tecnica sull’effettuazione del Memorial a gennaio».

La vicenda A questo punto l’assessore Schenardi entra nel vivo e spiega quello che, per ora, pare essere un posticipo del Memorial: «Nel primo incontro con Tizzano si era parlato di fare sia il D’Aloja che il primo meeting nazionale. Noi avevamo posto la questione dell’immagine e Tizzano ci aveva rassicurato che non era un problema. In quella sede la ditta ha aperto sul D’Aloja. Ci siamo rivisti pochi giorni dopo a Piediluco, dove sono state riscontrate alcune problematiche: il corridoio per la discesa in acqua degli atleti e la consegna della torre. Su quest’ultima la ditta ha confermato che entro il 31 marzo non sarebbe stata consegnata, ma che comunque si poteva consegnare alla Federazione per ospitare le persone per la competizione. Altra problematica – aggiunge Schenardi – era come fare arrivare la luce e internet e la ditta si è messa a disposizione per risolvere. Rimaneva il problema spogliatoi, che si poteva ovviare utilizzandone altri».

Memorial a ottobre «Visto l’ottimismo – prosegue il racconto dell’assessore allo Sport – mi sono permesso di chiedere alla ditta se si poteva prendere in considerazione l’idea di consegnare le strutture anche per il Meeting, che sarebbe stato una settimana prima del Memorial. In quella sede è stato stabilito che si sarebbe fatto sia il Meeting che il Memorial». E qui il punto: «Dopo qualche giorno, ci è stato comunicato che le manifestazioni non si potevano fare per problemi agli spogliatoi delle piscine e per un problema igienico-sanitario e di immagine. Allora si è fatta un’ennesima riunione con la Federazione, dove abbiamo detto che sia il proprietario della piscina, sia il Comune avrebbero fatto di tutto per rendere fruibili gli spogliatoi. Ma in quella sede sono state portate avanti altre obiezioni. Se la Federazione ritiene al suo interno di non avere gli standard per queste manifestazioni, noi non possiamo fare altro che prenderne atto». E conclude: «Il Comune ha fatto di tutto, non ultimo forzare la mano alla ditta, per mettere Piediluco a disposizione dei due eventi sportivi. La collaborazione con la Federazione c’è, e infatti si è resa disponibile a spostare il D’Aloja a ottobre». Infatti in un comunicato di lunedì della Fic – nel quale la Federazione parlava anche di un nuovo format per il Memorial – si leggeva: «Sempre con la massima attenzione agli standard di logistica, sicurezza e igiene, la Fic sarà pronta a valutare, condividere e indicare una data per il 39esimo Memorial d’Aloja da svolgere entro la fine del 2025». L’assessore Maggi poi ha ribadito che «non c’è nessuna contrapposizione con la Federazione, anzi, c’è uno spirito comune che è quello di salvaguardare economia Piediluco e di quel centro. Sarà sempre garantita la presenza degli atleti a Piediluco nonostante i lavori che procedono: non cesserà l’attività ordinaria degli atleti. Vogliamo rendere questo centro fruibile a tutti. E dalla Regione vorremmo la stessa attenzione che hanno avuto per il Trasimeno, compresa la questione dei vincoli che vorremmo vengano alleggeriti».

Lavori in corso Per quanto riguarda i lavori in corso si ricorda che nel 2022 il Comune di Terni ha ottenuto un contributo Pnrr di 4 milioni per il «completamento del potenziamento, messa a norma e rigenerazione del Centro nautico Paolo d’Aloja a Piediluco, sede del Centro Nazionale di Preparazione Olimpica di Canottaggio. Al fine di omologare e rendere funzionale l’impianto sportivo per lo svolgimento di eventi sportivi di rilevanza internazionale». L’appalto integrato per i lavori era stato aggiudicato a un’azienda di Rieti nel marzo del 2023, per una cifra di poco inferiore ai 2.9 milioni di euro. Sul tema lavori è intervenuto il dirigente Federico Nannurelli: «Guardando al futuro questo sarà il centro di preparazione olimpica nazionale e a Piediluco si svolgeranno manifestazioni sportive internazionali che portano economia. Sarà l’unico centro in Italia che avrà caratteristiche funzionali idonee per queste manifestazioni. Arrivare all’omologazione di un campo di canottaggio internazionale non è cosa di poco conto tenendo conto i limiti che il lago presenta. Quando si dice che i lavori stanno fermi o lavorano poche persone è una mancanza di rispetto». E sui tempi spiega: «I tempi sono in linea con il contratto. Entro il 31 dicembre 2025 i lavori devono essere finiti. Non dobbiamo pensare al Meeting o al Memorial come elemento fondamentale per lo sviluppo del lago, ma dobbiamo guardare a quel che faremo nel 2026».

