di I.A. e M.R.
È di fresca approvazione il regolamento comunale sul benessere animale, ma i timori di un messaggio che possa arrivare distorto rispetto a quelle che sono le intenzioni dell’amministrazione Bandecchi, ha portato Palazzo Spada a indire una conferenza stampa per illustrare il testo. Col dirigente Federico Nannurelli, presenti le consigliere di Alternativa popolare Mengaroni e Gambini.
Canile Colleluna Il recente caso di Poldo e Nina, trasferiti a Milano contro la volontà delle animaliste che hanno tentato la barricata, probabilmente ancora tiene banco tra gli addetti ai lavori. E le parole del sindaco Bandecchi, «Svuotate questo lurido canile», non sono passate certo come leggere. Tuttavia, secondo quanto spiegato mercoledì pomeriggio nell’aula consiliare del Comune «la dichiarazione del primo cittadino – ha detto Mengaroni – esprime la volontà di dare una famiglia a quanti più cani possibili. Come ha detto il sindaco i cani hanno un’anima. Il canile deve essere inteso come un luogo nel quale i cani che hanno avuto dei problemi possano avere una famiglia». «Non esiste – ha osservato Gambini – un canile per quanto accogliente, e il nostro canile è un modello, che valga una famiglia. Non può diventare la casa di un animale: 15 anni in uno stallo del canile per un cane è una prigionia».
Terni Adozioni e affidi più che si può dunque e il dirigente Nannurelli intanto fornisce i numeri: «Il Comune nel 2013 aveva 1100 cani, dislocati anche fuori dal Comune e in tutta l’Umbria. Ora abbiamo 130 cani a Monte Argento e 180 cani a Colleluna. Il dato fondamentale è quello di quest’anno, per cui sono stati dati in affido già 46 cani. Sono più i cani che escono che quelli che entrano. Ciò significa che le politiche di prevenzione stanno funzionando e si è sensibilmente ridotto il problema dell’abbandono. Andremo a eliminare quindi il canile rifugio di Monte Argento e garantire una struttura nuova per tutto il territorio dell’ASL Umbria 2. Ridurremo i costi a tutti i comuni della provincia. Prima tra le domande di affido e i pareri passavano anche 30/40/50 giorni, e le persone che volevano avere un cane cercavano i cani altrove. Ridurre il tempo a cinque giorni sembra notevole ma è stato testato, abbiamo creato una sperimentazione pilota che ha confermato che i tempi di risposta sono possibili. L’unico controllo puntuale è quello sullo stato di salute degli animali, il direttore sanitario deve dare l’assenso».
Adottare un cane Ancora a proposito di numeri, Gambini dichiara che dal 2016 al 2019 risultano autorizzate solo 56 adozioni. Dal 2020 al 2023 le adozioni sono state 197. «Da ottobre 2023 a oggi – con gli interventi messi in atto dall’amministrazione Bandecchi -, il numero si aggira intorno ai 50 cani. Il lavoro di modifica di questo regolamento è stato improntato in maniera devota e capillare al benessere degli animali. Tutte le disposizioni che sono state prese sono partite da un’analisi del problema e questo regolamento si pone l’obiettivo di migliorare le criticità che riguardano il benessere dei cani. Non c’è nulla di male nel dire di voler svuotare un canile, lo diciamo in termini di diritti per animali. Ne sono la conferma anche il cimitero degli animali e il contenimento del fenomeno del randagismo, ma anche misure per incentivare l’adozione di cani, come possono essere anche convenzioni con strutture del territorio. I cani presenti nel canile di Colleluna hanno in media tutti più di 15 anni. Sono cani che sono stati accalappiati da piccoli e si ritrovano a passare tutta la vita in canile. Negli ultimi anni il rapporto con i cani è molto cambiato, un cane è un membro della famiglia».
Tracciare l’animale Da sempre il timore delle associazioni animaliste è quello di non potersi accertare del benessere dei cani se la famiglia di destinazione è lontana. Su questo Mengaroni però replica: «Essendo l’adozione fuori regione permessa ovunque, eravamo noi in difetto. Non abbiamo fatto niente di diverso da quello che dicono le normative europee. Il controllo post affido non spetta al Comune, l’aspetto del controllo spetta ad altri organi». E Gambini: «Dal primo gennaio tutte le regioni di Italia si stanno adattando all’anagrafe canina e quello permetterà di avere un maggior controllo su tutto il territorio. Questo aspetto ci rassicura nella direzione che stiamo prendendo». Numerose ulteriori misure sono state inserite nel regolamento appena approvato e il dirigente sfida a trovare vizi di forma o contenuto: «I ricorsi al Tar si fanno quando gli atti sono illegittimi, se qualcuno vuole fare ricorso è libero di farlo».
