«A Terni e provincia si apra una vera discussione sul futuro della Camera di Commercio». Così Sandro Corsi, consiglieri di Legacoop, a qualche giorno dalla fumata nera sulla delibera con cui si sarebbe dovuto procedere all’accorpamento tra l’ente camerale della Conca e quello di Perugia.
Fumata nera su fusione Camere di Commercio Corsi è l’unico rappresentante che ha espresso un voto contrario, mentre altri sei appartenenti ad altrettante categorie hanno preferito l’astensione, facendo di fatto mancare la maggioranza qualificata (16 componenti su 23) necessaria per il via libera alla fusione. Secondo il consigliere di Legacoop e Confcoop «sarebbe stato ben grave decretare lo scioglimento della Camera di commercio di Terni dopo neanche un giorno di dibattito e nessuna interlocuzione reale, né presa di posizione pubblica di istituzioni, forze sociali e politiche del territorio e soprattutto senza che il governo, prendendosi le proprie responsabilità, proponesse e il parlamento legiferasse un compiuto e serio disegno di riforma».
L’invito al confronto Come noto tanto il voto contrario di Corsi, quanto le astensioni, non sono state espresse sul merito dell’accorpamento tra i due enti camerali, ma nel metodo. Tant’è che il rappresentante di Legacoop ribadisce: «Il presidente (Giuseppe Flamini, ndr) e la giunta devono essere protagonisti di un confronto e dibattito territoriale, segnando – scrive Corsi – autonomia e responsabilità, ma anche consentendo al consiglio camerale di scegliere con piena contezza e secondo la legge».
Corsi bacchetta il presidente Flamini Non è poi passata inosservata l’affermazione del presidente Flamini che, commentando a caldo la fumata nera sulla fusione, ha affermato che in Camera di Commercio «le linee non vengono più dettate dalle rappresentanze datoriali che sono padrone di casa, cioè industria, commercio, artigianato e agricoltura». Il riferimento era tutto rivolto ai rappresentanti di categorie come cooperative, ordini professionali, sindacati, consumatori, che insieme a Cna e Confagricoltura, hanno bloccato l’operazione. Sul punto Corsi scrive: «Non trovo esaltanti le dichiarazioni su forze più o meno rappresentative o del peso del voto in base all’appartenenza, tutto ciò non aiuta a consolidare profilo ed autorevolezza complessivo della rappresentanza camerale, prerequisito di ogni dialettica interna ed esterna».
