Quantcast
martedì 15 giugno - Aggiornato alle 08:23

Come cambia l’Umbria: crescono Perugia e Terni, si spopolano Valnerina e Orvietano

In 15 anni 62 mila residenti in più ma dal 2012 trend invertito. Stranieri: arrivi in calo. Nell’ultimo anno 2 mila umbri emigrati all’estero

La variazione della popolazione nei comuni umbri 2003-2017

di Ivano Porfiri

L’Umbria cresce, ma in modo non uniforme. Si gonfiano le fasce di comuni intorno ai due capoluoghi e si spopolano le aree montuose. La crisi economica è andata accentuando il fenomeno e qualche sindaco, come quello di Piegaro, sta studiando misure per tamponare lo svuotamento delle abitazioni e delle classi scolastiche. La regione continua poi ad attrarre cittadini da altre regioni e anche stranieri, ma progressivamente di meno dall’inizio della crisi. E negli ultimi anni va crescendo il fenomeno di chi lascia per trasferirsi all’estero: duemila solo nel 2016. Lo rivelano i dati Istat, analizzati da Umbria24.

MEDIALAB

La popolazione aumenta In quindici anni la popolazione in Umbria è aumentata di oltre 62 mila persone con una variazione del 7,6 per cento. Un aumento più marcato in provincia di Perugia non solo in termini assoluti (54 mila contro 8 mila) ma anche in percentuale con un +8,9 nel Perugino e un più risicato +3,8 nel Ternano. Ma ci sono territori della nostra regione che hanno visto crescere la popolazione e altri che hanno registrato un progressivo spopolamento.

Cresce hinterland di Perugia Guardando alla mappa creata con i dati demografici Istat relativi alle iscrizioni e cancellazioni in anagrafe tra il 2003 e il 2017, si nota come sia soprattutto la fascia intorno a Perugia a colorarsi di un verde più marcato. Se il capoluogo ha visto aumentare i suoi residenti dell’11,6 per cento, arrivando a 166.676 con 17.326 persone in più nell’arco di 15 anni, i comuni dell’hinterland hanno fatto registrare uno sviluppo ancora più marcato: Corciano è il comune che cresce di più in Umbria con un aumento che sfiora il 40 per cento: da 15.271 a 21.349 abitanti. Torgiano e Magione lo seguono con aumenti rispettivamente del 24,5 e del 20,6 per cento. Subito a ruota Deruta, Collazzone e Bastia Umbra, dove la popolazione è crescita di 3.373 persone. In termini percentuali anche Assisi e Foligno precedono Perugia, con un +11,9 e +11,7. In campo positivo pure Città di Castello che, con i suoi 1.849 abitanti in più, vede una crescita del 4,8 per cento. A variazione quasi zero, invece, altri due centri importanti come Gubbio: +0,9 con appena 288 iscritti in più all’anagrafe, e Spoleto con un risicato +0,3 e 117 nuovi cittadini.

Terni col segno più Passando al Ternano, gli aumenti ci sono, ma meno marcati. Il capoluogo passa in 15 anni da 104.938 a 111.455 abitanti con un +6,21 per cento. E, come per Perugia, crescono di più alcuni comuni dell’hinterland come San Gemini (11,2 per cento) o Stroncone (+10,8). Ma il centro che percentualmente è aumentato maggiormente è Attigliano che sfiora il +17 per cento con 288 abitanti in più.

Si svuotano Valnerina e Orvietano Ma passiamo alle note dolenti. Se 58 comuni umbri su 92 hanno visto crescere la propria popolazione, per 34 il saldo è negativo. Il peggiore è il piccolo Poggiodomo, che ha perso 60 dei suoi 172 abitanti del 2003 arrivando ad appena 112. Addirittura cento abitanti in meno (-14 per cento) per Monteleone di Spoleto, simbolo di una Valentina che si spopola (fa eccezione Norcia, cresciuta del 2,23 per cento e 109 residenti in più in 15 anni). Dopo la Valnerina è l’Orvietano il territorio che ha perso di più residenti, Orvieto compresa con un -1,16 per cento. Colpisce anche il -2,55 per cento di Narni con 511 residenti in meno tra 2003 e 2017. In rosso anche il bilancio della fascia appenninica Eugubino-Gualdese e Altotiberina: -0,12 per cento Gualdo, -2,04 Nocera, -10,32 Pietralunga.

Piegaro Particolare è il caso di Piegaro, comune che nei giorni scorsi ha avviato un interessante esperimento anti-spopolamento col Comune che paga parte dell’affitto a chi si trasferisce: in 15 anni ha perso sì, ma appena 12 residenti (-0,33 per cento).

Chi parte e chi arriva Le variazioni della popolazione sono la somma di nascite, morti e trasferimenti. Siamo andati a vedere quest’ultimo parametro, analizzando l’andamento di iscrizioni e cancellazioni dalle anagrafi dei comuni umbri tra il 1995 e il 2016. Emerge come il saldo di movimenti da altre regioni italiane sia sempre positivo fino al 2012 con il picco di arrivi nel 2000, quando quasi 8 mila persone si sono trasferite in Umbria a fronte di 4.800 emigrati. Nel 2013 per la prima volta le partenze superano, seppur di poco, gli arrivi. Trend che si è di nuovo invertito nel 2015 ma poi nel 2016 il conto di è chiuso in sostanziale pareggio: 6.149 arrivi e 6.148 partenze. Il dato è confermato anche dai movimenti da e verso altri comuni italiani, meno significativo perché comprende anche i movimenti tra comuni umbri, ma l’andamento è pressoché identico a quello regionale a indicare come i movimenti inter-umbri siano grossomodo costanti (nel 2016 16.149 arrivi e 16.148 partenze da cui si deduce come i movimenti interni siano stati esattamente diecimila).

Stranieri e emigranti Interessante anche l’andamento da e verso l’estero. Qui il saldo è sempre positivo con picchi di arrivi nel 2003 e nel 2007. da notare come la curva coincida quasi esattamente con il dato degli stranieri, quindi i nuovi iscritti dall’estero sono quasi sempre stranieri. Coincidono meno, invece, il dato delle cancellazioni di residenti verso l’estero e quello degli stranieri che si trasferiscono all’estero. Anzi, anche se dal 2007 entrambe le curve sono in progressivo aumento, la forbice va allargandosi con la differenza più marcata nel 2016: dei 2.364 emigrati, solo 1.022 sono stranieri a indicare che gli altri duemila sono umbri che hanno deciso di fare la valigia.

2 risposte a “Come cambia l’Umbria: crescono Perugia e Terni, si spopolano Valnerina e Orvietano”

  1. open your eyes ha detto:

    L’analisi potrebbe essere:
    continua l’accentramento su Perugia dei servizi regionali e il depauperamento della periferia.
    Cresce Terni grazie alla presenza di strutture pubbliche regionali e provinciali, Spoleto, non cresce e non crepa, ma di fatto è un crepa grazie all apolitica umbra di distruzione della città e del comune che troppo bello attira troppe invidie.
    Valnerina abbandonata al terremoto…
    Orvieto…è un problema della Toscana,
    insomma coplimenti guida della Regione Umbra….
    non cambiate mai
    e allora cambiamo regione noi.

  2. Alexander the Great ha detto:

    Veramente l’unica cresciuta in 40 anni di regionalismo è Perugia.

    Se guardiamo i dati di 40 anni fa vediamo che Perugia aveva 130 mila abitanti, Terni 110 mila, Foligno 55 mila, Spoleto 40, Città di Castello 38, Gubbio 32 mila, Assisi 25 mila, Orvieto 25 – 26 mila.

    Perugia è cresciuta tra le 30 e le 40 mila unità, tutte le altre hanno oscillato nelle fisiologiche + – 5.000 unità che in 40 anni … Terni è cresciuta di 2000 abitanti ma se contiamo l’immigrazione … senza quella stava perdendo popolazione.

    E’ cresciuta in modo forte Perugia e l’hinterland (Corciano, Bastia, ecc ecc).

    Tutto il resto dell’Umbria è rimasto al palo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.