Si punta a rendere gli insegnanti maggiormente preparati e in grado di ripensare i modelli didattici, sviluppando competenze sull’innovazione. E’ quanto prevede in Pnrr2 che programma nuovi livelli di aggiornamento professionale.
Formazione Si parte con un primo rafforzamento dell’attuale formazione in servizio che, però, diventa «continua e strutturata». Decisione maturata anche alla luce dell’esperienza della pandemia, durante la quale, gran parte dei docenti, hanno manifestato significative difficoltà all’utilizzo di strumenti digitali. I docenti saranno quindi obbligati a formarsi attraverso focus ad hoc sull’uso critico e responsabile delle nuove tecnologie.
Crediti formativi Quanto ai crediti ritorna la formazione iniziale degli aspiranti docenti con percorsi universitari abilitanti di almeno 60 cfu, crediti formativi, di cui 20 con tirocinio diretto e indiretto. I 60 Cfu, possono essere presi sia con la laurea triennale che con quella magistrale o a ciclo continua e vanno strutturati per fare acquisire, agli aspiranti docenti, competenze linguistiche, digitali e di tecnologia da impiegare nella didattica. Per l’abilitazione si prevede un esame di prova scritta e una lezione simulata valida a testare la capacità di insegnamento. Chi si ferma a 30 crediti, entro il 2024, può recuperare gli altri nel corso del primo anno di lavoro a tempo determinato.
Formazione triennale Un terzo aggiornamento è su una pianificazione triennale per ripensare la didattica in chiave innovativa. E’ una formazione incentivata da svolgere in orario extralavorativo che può essere retribuita dalle scuole. In fase di prima applicazione – è quanto anticipa Il Sole 24 Ore – nell’ambito del monte orario annuale di formazione incentivata (ancora da definire), vanno previste 15 ore per infanzia e primaria e 30 per medie e superiori dedicate a percorsi formativi per lo sviluppo della professionalità docente. Le restanti ore vanno rivolte ad attività di progettazione, mentoring, tutoring e coaching a supporto degli studenti nel raggiungimento di obiettivi scolastici specifici e di sperimentazione di nuove modalità didattiche.
Alta formazione all’istruzione Le novità dovrebbero essere operative a partire dall’annualità 2023-24. La formazione è pensata anche con incentivo salariale in caso di esito positivo. Al centro del nuovo sistema viene posta la neonata scuola di alta formazione dell’Istruzione, il nuovo organismo a cui compete accreditare e verificare le strutture che dovranno erogare i corsi, per garantirne la qualità.
