di Daniele Bovi

Dimezzamento del cosiddetto bollino e istituzione del catasto regionale degli impianti termici e degli attestati di prestazione energetica. Nell’assestamento di bilancio, approvato dalla giunta nei giorni scorsi e che mercoledì verrà presentato in Prima e in terza commissione a palazzo Cesaroni, l’esecutivo mette mano anche al capitolo dei controlli sugli impianti termici. Controlli che con un decreto del presidente della Repubblica (il 74 del 2013) vengono estesi anche agli impianti di aria condizionata; un provvedimento, il decreto presidenziale, che impone anche di creare dei catasti e di uniformare le attività di controllo e di ispezione, nati per ora solo in pochissime regioni.

LE MISURE DELL’ASSESTAMENTO

Cosa cambia Le «autorità competenti» per il controllo e la vigilanza, con la riforma che dà vita alle ‘nuove’ Province sono proprio queste ultime, alle quali però verrà girata solo una parte del gettito previsto. Nella relazione tecnica all’assestamento di bilancio, i tecnici prevedono un dimezzamento del costo del bollino per i cittadini, da 15 a 7,5 euro; 60 mila i versamenti annuali stimati, pari al 25 per cento degli impianti in regola, in grado di generare 450 mila euro. Di questi soldi, 150 mila saranno usati per coprire i costi necessari all’adeguamento e alla gestione del catasto degli impianti termici, mentre 300 mila andranno alle Province come rimborso spere per l’attività di accertamento e ispezione.

Contributo Nell’assestamento è previsto anche l’istituzione di un contributo da 2,5 euro a carico dei responsabili degli impianti termici e dei certificatori nei casi in cui vada rilasciata una Attestazione di prestazione energetica. Il documento ipotizza un gettito di 30 mila euro, frutto di 12 mila attestati (tanti quanti nel 2014), che coprirebbe i costi per adeguamento e gestione del catasto nonché quelli per accertamento e ispezione. Importi, tempi e modalità però saranno fissati dalla giunta. Attualmente quel che è certo è che i cittadini devono pagare il bollino una volta ogni quattro anni, cioè quando si fa il controllo di efficenza energetica per gli impianti con potenza tra i 10 e i 100 chilowatt; quanto ai condizionatori, nessuna paura: oggetto del bollino sono quelli con potenza superiore ai 12 kW. Tanto per capirsi, un normale split domestico si aggira intorno ai 3,5 kW.

Twitter @DanieleBovi

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