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domenica 19 settembre - Aggiornato alle 13:43

Caccia, via alla stagione venatoria dal 19 settembre in Umbria: tutte le novità

Cancellata tra le specie cacciabili la tortora selvatica, nessuna giornata di preapertura

Un cacciatore

È stato approvato dalla giunta regionale dell’Umbria il calendario venatorio per la prossima stagione 2021/2022. Oltre alla caccia di selezione, che si è aperta il 15 giugno, l’attività venatoria avrà inizio dal 19 settembre, terza domenica del mese, con l’apertura generale. Gli unici posticipi previsti sono al 2 ottobre per la specie allodola e al 3 ottobre per il cinghiale in braccata. Confermate come negli anni precedenti, le giornate fisse a settembre (mercoledì, sabato e domenica), le due giornate aggiuntive di caccia alla migratoria nel periodo 4 ottobre-28 novembre e l’addestramento dei cani a partire dal 15 agosto al 16 settembre.

Novità «La riproposizione nel calendario venatorio delle date di chiusura del prelievo, previste per le varie specie in analogia con le passate stagioni, argomento che necessita di un robusto supporto tecnico in fase di istruttoria – evidenzia l’assessore Morroni – conferma sia il consolidato impianto del calendario che la sua validità. Le differenze più significative rispetto ai calendari degli scorsi anni – spiega – sono la cancellazione tra le specie cacciabili della tortora selvatica, l’avvio della stagione venatoria alla terza domenica di settembre, senza usufruire delle possibili giornate di preapertura, e l’inserimento dei tre valichi montani di Bocca Trabaria, Fossato di Vico e Passo Carosina».

«TORTORA, SE NON C’È PREAPERTURA LA COLPA NON È DELLA REGIONE»

La tortora selvatica L’assessore spiega come i provvedimenti sulla tortora dipendano da normative comunitarie e mancati adeguamenti nazionali: «L’esclusione della specie tortora – sottolinea Morroni – è stata valutata in maniera approfondita in tutti i suoi aspetti. La questione è sorta a seguito delle comunicazioni inviate dal Ministero della Transizione ecologica con cui veniva evidenziato che lo status della popolazione della specie tortora selvatica, rilevato in declino a livello europeo, necessitava ai sensi delle normative comunitarie dell’adozione da parte degli Stati membri di uno specifico Piano di gestione nazionale in applicazione del Piano di gestione europeo approvato nel 2018. L’eventualità di prendere in considerazione un prelievo venatorio sulla tortora, ridotto del 50%, viene comunque subordinata, secondo il Ministero, all’esecuzione delle azioni previste dal Piano di gestione europeo e quindi in primis dall’adozione ufficiale di un Piano di gestione nazionale e dalla sua adeguata attuazione. In assenza di questo Piano e dell’attuazione e valutazione dell’efficacia delle altre azioni minime previste, quali miglioramenti ambientali, efficace vigilanza del prelievo e costante monitoraggio dei carnieri, la caccia alla tortora ed il suo inserimento nelle giornate di preapertura non risultano conformi al diritto comunitario».

I tre valichi Per quanto riguarda l’inserimento dei tre valichi montani nel calendario della prossima stagione venatoria «nel Piano Faunistico venatorio sono riportati tutti i monitoraggi effettuati – ricorda l’assessore -. Da questi studi si desume chiaramente l’importanza dei flussi migratori che si rilevano in tali aree. Considerato che la diminuzione della superficie cacciabile a seguito dell’apposizione del divieto venatorio nei valichi in questione risulta insignificante, in quanto riguarda 349 ettari complessivi su 468.120 ettari di territorio agro-silvo-pastorale cacciabile, cioè circa lo 0,07 per cento e che simile vincolo è stato posto anche nella corrispondente area ricadente nel territorio della Regione Marche, nel calendario venatorio è stato applicato quanto previsto dalla normativa»

 

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