E’ stato approvato il nuovo calendario venatorio per la caccia di selezione al cinghiale. Prevede l’apertura all’attività di caccia a maschi, femmine di tutte le classi dal primo giugno fino al prossimo 30 aprile.
IN UMBRIA SI POTRA’ SPARARE FINO A MEZZANOTTE
Tra le principali novità, si segnala l’introduzione dell’obbligo del tesserino venatorio digitale per tutti i cacciatori di selezione, con l’eccezione di chi ha età pari o superiore a 65 anni, per i quali resta facoltativo, e per chi pratica la caccia esclusivamente fuori regione, su base di calendari differenti da quello umbro. La digitalizzazione del sistema di registrazione rappresenta un passo significativo per l’ammodernamento del settore venatorio e per una gestione più efficace e trasparente dei dati relativi alla fauna selvatica. Il calendario sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione ed è parte integrante del percorso regionale di gestione selettiva del cinghiale, basato su piani di abbattimento mirati e sostenibili, redatti dai singoli Ambiti territoriali di caccia (Atc) e approvati dal servizio regionale competente.
«Con l’approvazione del nuovo Calendario per la caccia di selezione al cinghiale – ha spiegato l’assessore regionale Simona Meloni – entriamo in una fase più avanzata della gestione faunistica in Umbria, che guarda alla sostenibilità, alla coerenza normativa e alla responsabilità. Il contenimento della popolazione di cinghiali è oggi una necessità reale: per la sicurezza delle persone, per la tutela dell’agricoltura e per la salvaguardia dell’equilibrio ambientale. L’introduzione del tesserino digitale obbligatorio per i cacciatori under 65 va in questa direzione: digitalizzare significa rendere tracciabili, controllabili e più efficienti le attività di prelievo selettivo, anche nell’ottica di prevenzione dei danni alle coltivazioni e di monitoraggio faunistico. Il calendario è frutto di un confronto ampio e approfondito con la Consulta Faunistico Venatoria e tiene conto delle osservazioni dei territori, dei tecnici e delle associazioni coinvolte. Quella sul cinghiale è una sfida complessa, che richiede equilibrio e pragmatismo. Come Assessorato continueremo a lavorare per una gestione coordinata, responsabile e condivisa, in grado di proteggere le comunità, le attività produttive e il patrimonio naturale dell’Umbria».
