Franco Viola e Lucio Caporizzi, ad e presidente UM (foto F.Troccoli)

di Dan.Bo.

Trecento autobus da acquistare nei prossimi anni, così da abbassare l’alta età media di quelli attuali da 12 anni a meno di dieci. Secondo l’amministratore delegato di Umbria mobilità Esercizio Franco Viola, è questo uno degli impegni presi per il futuro da Busitalia, la società che recentemente si è aggiudicata il 70% della società. Viola insieme al presidente Lucio Caporizzi è stato ascoltato lunedì dal Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale per fare il punto della situazione sulla società di trasporti. Viola ha spiegato che «si sta iniziando a definire il piano industriale», all’interno del quale assumerà un ruolo molto importante il corrispettivo chilometrico, ovvero il prezzo per chilometro che verrà pagato a Busitalia. Secondo gli esperti che hanno redatto il nuovo piano di risanamento, questo nel corso degli anni è stato tenuto troppo basso, contribuendo così alla gravissima crisi della società.

LE CAUSE DELLA CRISI DI UM

La gara A stabilire il nuovo corrispettivo saranno il Piano dei trasporti e quello di Bacino, che a breve dovranno arrivare in consiglio regionale. Solo dopo, hanno detto Viola e Caporizzi, sarà possibile fare la nuova gara per l’affidamento del servizio, oggi in proroga. Gara in cui verranno previsti due lotti: «Dando il via libera all’operazione di cessione del 70% delle quote infatti – ha detto Caporizzi -, l’Autorità ha ritenuto che il bacino unico è troppo grande». Sul tavolo del Comitato di un altro punto fondamentale, quello del rientro della montagna dei crediti romani vantati da UM. Per l’ennesima volta Caporizzi ha spiegato che «il piano di rientro concordato l’anno scorso con Roma Tpl si è bloccato e che dei 20 milioni che dovevano essere restituiti nel 2013 ne sono arrivati solo sei». Risultato, si cambia strategia: «Ora – ha detto – intendiamo riscrivere l’accordo su basi finanziarie più solide per Roma Tpl, anche perché il piano di rientro prevedeva uno sconto, che va rivisto, sugli interessi maturati sui 50 milioni di debito. Questo sarà il lavoro principale di cui si occuperà la Holding».

«AUMENTO DEI BIGLIETTI SE MIGLIOREREMO IL SERVIZIO»

UM con 57 dipendenti Quella Umbria mobilità Holding (la società frutto dello scorporo) che dovrà restituire il maxi-prestito, oltre 15 milioni di euro, fatto in questi mesi dalla Regione che ha concesso, secondo quanto riportato da Caporizzi, una rateizzazione in 36 mesi. Alla Holding rimarranno in capo un totale di 57 dipendenti, 45 che si occuperanno della manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria e i restanti che gestiranno le partecipate, le partite finanziarie e il service per Roma Tpl. «In questo modo – ha detto Viola riferendosi all’acquisizione di Um da parte di Busitalia – l’Umbria diventa la prima regione in cui il nuovo socio sperimenta l’integrazione totale del sistema di mobilità con le ferrovie Fs e quelle di Umbria mobilità, con il servizio su gomma e quello di navigazione, a cui va aggiunta la gestione delle scale mobili. Una sfida importante che punta a presentare tutta la mobilità regionale come un sistema integrato, così da dare al cittadino un servizio unico, più utile, semplice e funzionale».