di Daniele Bovi
I destini dei lavoratori della ormai ex azienda unica regionale dei trasporti sono nelle mani dei comuni. Mercoledì Busitalia e sindacati sono tornati a sedersi intorno a un tavolo per fare il punto della situazione così come deciso a fine aprile: una discussione dipinta come proficua e che ha tra i punti nodali l’allungamento dell’orario di lavoro e gli eventuali esuberi. L’azienda controllata da Trenitalia ha assicurato che non ci saranno licenziamenti ma con una postilla che riguarda le decisione che verranno prese dai comuni: se questi ultimi decideranno, come ha fatto Perugia, una sforbiciata ai chilometri percorsi, è chiaro che Busitalia farebbe una certa fatica a mantenere gli attuali livelli occupazionali. Una quarantina, in teoria, sarebbero invece gli esuberi causati dalla riorganizzazione dei turni ma anche in questo caso nessuna testa salterà. Umbria mobilità infatti è disposta ad aprire il portafoglio e ad affidare a questi lavoratori altre funzioni, senza licenziare nessuno.
Produttività Sul tavolo poi c’è la questione dell’aumento della produttività aziendale, da raggiungere con l’aumento dell’orario di lavoro fino a 39 ore settimanali e con la già citata riorganizzazione dei turni. Su entrambi i punti le discussioni vanno avanti e c’è una certa fiducia, nonostante le tensioni, di arrivare a fine mese con un accordo firmato. Di stracciare gli attuali contratti aziendali Busitalia non avrebbe alcuna intenzione, ma l’importante è trovare un punto di incontro per evitare che sia l’azienda a dettare le regole come successo in altre parti d’Italia. Il 23 tutti i protagonisti della vicenda torneranno a sedersi intorno a un tavolo per approfondire le questioni tecniche e poi, quattro giorni dopo, in calendario c’è un altro incontro per tirare le somme e per capire se le strade di Busitalia e dei sindacati sono destinate ad incontrarsi.
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