domenica 31 maggio - Aggiornato alle 11:57

Buoni spesa fino a 800 euro, da Perugia a Gubbio i Comuni varano le regole: come richiederli

Per tutti il primo passo è l’accreditamento delle attività commerciali. Terni chiede tempo, a Norcia già consegnati i primi tagliandi

I buoni spesa di Norcia

di Chiara Fabrizi

Qual è il valore massimo erogato in buoni spesa? Dipende dal Comune: per ora si oscilla dai 350 euro di Gualdo Tadino ai 600 euro di Gubbio e Perugia. Prende forma nei territori e nelle cittadine della regione l’operazione solidarietà alimentare varata dal governo con uno stanziamento di 400 milioni di euro, che in Umbria vale 5,5 milioni, per sostenere le famiglie più bisognose con l’acquisto di cibo e beni di prima necessità. Una decina di municipi dell’Umbria hanno già definito i criteri e il valore dei tagliandi, Norcia ha perfino già iniziato la distribuzione, mentre quasi tutti i municipi hanno compiuto il primo passo, “chiamando” i negozi per comporre l’elenco degli esercizi commerciali in cui si potranno spendere i buoni spesa.

CONTRIBUTO COMUNE PER COMUNE

Primo passo chiamare i negozi Da Spoleto a Città di Castello passando per Amelia sono stati pubblicati gli avvisi per i commercianti di generi alimentari chiamati a farsi formalmente avanti e quindi a dare così la propria disponibilità a incassare i buoni nel giro di 48 o 72 ore. In quasi tutti i casi i Comuni prevedono il rimborso dei buoni agli esercenti con cadenza mensile. Con un altro provvedimento, poi, gli stessi municipi stanno via via procedendo a definire i criteri di  accesso, quantificando contestualmente il valore minimo e massimo del buono e le relative fasce intermedie definite in base al numero dei componenti familiari.

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Perugia tutto pronto A Perugia l’ordinanza e l’avviso sono stati emanati mercoledì e i buoni andranno da 200 a 600 euro in base al numero dei componenti del nucleo familiare, e saranno erogati in un’unica soluzione non ripetibile. A partire dal 2 aprile, coloro che si trovano in condizioni di difficoltà per l’azzeramento del reddito o per aver perso il lavoro, dovranno presentare la domanda compilando il modello scaricabile dal sito del Comune e poi inviarlo all’indirizzo mail [email protected], oppure a [email protected] Solo se ciò non è possibile si possono chiamare i numeri 0755772995, 0755773544, 0755773540, 0755772997 e 0755772990. Dopo le verifiche, che saranno fatte dagli uffici comunali e dalla guardia di finanza, il Comune erogherà i buoni dando priorità a chi non beneficia di altri sostegni come reddito di cittadinanza o di inclusione, Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione e così via. I buoni saranno consegnati a casa e sul sito del Comune si potrà consultare l’elenco dei negozi che hanno aderito. Il governo ha messo a disposizione del Comune 876 mila euro, dei quali un 60% andrà ai buoni spesa, un 30% per l’acquisto di generi di prima necessità attraverso le associazioni di volontariato e il restante 10% all’erogazione di pasti e altri prodotti a domicilio.

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Terni work in progress
Da Terni, invece,  l’assessorato al welfare  sta lavorando sui criteri per la gestione del fondo per la solidarietà alimentare, ma nel frattempo lancia un appello affinché i cittadini non chiamino il numero verde istituito dal Comune, o i servizi sociali del Comune per chiedere informazioni su un avviso non ancora pubblicato: «Non è ancora il momento e queste chiamate continue per le quali adesso non possono essere fornite informazioni, rischiano di mandare fuori uso un servizio importante assicurato in questi giorni nei confronti soprattutto delle persone in difficoltà e di chi sta usando quel numero di servizio in quanto in quarantena e ha bisogno di interventi immediati». Mercoledì mattina insieme alle associazioni di categoria è stata verificata la possibilità di «predisporre sconti speciali da parte dei negozi dove si potranno fare gli acquisti per venire incontro ulteriormente a chi utilizzerà il bonus. Saranno previste inoltre forme di autocompilazione delle richieste di accesso al fondo anche senza muoversi da casa. Per questo sarà istituita un’apposita linea telefonica e indirizzi mail dedicati».

Foligno, 800 euro a famiglie numerose A Foligno il sindaco Stefano Zuccarini ha stabilito che i voucher sarnno nominativi e avranno un valore unitario di 25 euro. Nell’ordinanza si stabilisce che la solidarietà è ammessa per le famiglie prive, a causa dell’emergenza sanitaria, di alcuna entrata e/o fonte di sostentamento, comprese quelle fiscalmente esenti, di natura previdenziale, assistenziale o indennitaria come pensioni, rendite, cassa integrazione ordinaria, congedo, reddito di cittadinanza o altre forme di sostegno al reddito e alle povertà erogati da enti pubblici o caritatevoli privati. Per loro il buono spesa vale 300 per famiglie da uno o due componenti, 500 euro per quelle da tre da quattro, 700 euro per quelle da cinque e da sei membri, 800 euro per famiglie con sette o più componenti. Zuccarini ha anche previsto l’accesso ai buoni spesa per famiglie che hanno subito una riduzione della propria fonte di reddito a seguito dell’emergenza. Per loro è previsto un tetto reddituale per fare richiesta, nel senso che famiglie fino a due componenti non devono contare su un’entrata maggiore di 600 euro, fino a quattro di mille euro, fino a sei di 1.400 euro e da sette in su di 1.800. Per loro il buono spesa ha un altro valore, naturalmente inferiore: oscillando dai 150 euro ai 400 euro. Escluse per entrambe le categorie quelle famiglie che dispongono comunque di depositi bancari e postali fino a 12 mila euro.

Spoleto, fino a 400 euro A Spoleto La giunta del sindaco Umberto De Augustinis il 31 marzo ha varato i criteri e stabilito il valore dei buoni, minimo 150 euro e massimo 400 euro. Naturalmente sarà «l’ufficio dei servizi sociali a individuare la platea dei beneficiari tra le famiglie più esposte agli effetti economici dell’emergenza Covid-19 e tra quelle in stato di bisogno, dando priorità a chi non è già assegnatario di sostegno pubblico» come si legge in delibera. Esclusi dalla solidarietà alimentare «chi percepisce il reddito di cittadinanza e le famiglie con un dipendente pubblico o un pensionato che prende più della minima», ma anche chi ha «depositi bancari e postali con somme superiori a 5 mila euro». Per i criteri veri e propri, la giunta ha deliberato che i «destinatari dei buoni spesa sono i dimoranti in città che versino in uno stato di necessità temporanea a causa delle misure restrittive e siano privi di mezzi economici per assicurare per sé e la propria famiglia beni di primissima necessità». Solidarietà alimentare anche verso chi per l’emergenza Covid-19 «è stato costretto a interrompere, sospendere, chiudere la propria attività lavorativa, ossia tutti coloro che non possono svolgere alcuna attività, anche precaria, saltuaria, stagionale, che consenta loro di assicurare a sé e alla propria famiglia il minimo di sussistenza». Il buono spesa è riconosciuto anche «a chi è stato licenziato e fino al 15 aprile 2020 per chi godrà della cassa integrazione in deroga ma al momento non in grado di garantire il soddisfacimento delle esigenze minime del proprio nucleo familiare».

Gubbio, 20 mila buoni da 10 euro Il sindaco Filippo Mario Stirati e l’assessore Simona Minelli alla fine hanno «deciso, tramite avviso pubblico, di aprire la possibilità di accedere all’elenco delle attività commerciali presso le quali i buoni saranno spendibili». E poi: «Saranno erogati più di 20 mila buoni spesa, da 10 euro ciascuno, per l’acquisto di beni di prima necessità: si tratta di un’operazione rilevante con la quale contiamo di dare risposta, ipotizzando una media di due persone a nucleo familiare, a più di mille famiglie residenti nella nostra città. Si è optato per una taglia abbastanza piccola, in modo che i buoni possano essere utilizzati non solo nei supermercati ma anche nei negozi di quartiere. I buoni verranno assegnati in base alla composizione del nucleo familiare, assegnando 100 euro di buoni spesa pro-capite fino ad un massimo di 600 euro per i nuclei composti da sei o più persone. Per accedere abbiamo stabilito criteri generali e un meccanismo legato all’autocertificazione; potranno fare richiesta persone in condizioni di fragilità economica a causa del coronavirus: chi non ha reddito, chi ha perso il lavoro, purché non abbia ammortizzatori sociali o reddito di cittadinanza; altro criterio posto è il saldo sul conto corrente bancario o postale che non deve essere superiore ai 10 mila euro, così da andare incontro ai nuclei che si sono ritrovati travolti dallo stato di emergenza, senza ammortizzatori, e che non hanno riserve da parte a cui attingere».

Assisi, via alle domande per ottenerli Pronta anche Assisi che concede il buono spesa alle persone residenti nel comune in condizione di disagio economico a causa della sospensione dello stipendio o dell’attività lavorativa che possiedono sul conto corrente bancario o postale, alla data del 29 marzo, non oltre 10mila euro. Beneficiari possono essere anche i titolari di partita Iva in attesa dell’erogazione del contributo di 600 euro. Il valore complessivo dei buoni spesa è rapportato al numero dei componenti della famiglia e va da un minimo di 200 euro a 550, ma possono essere previste fasce intermedie. Coi tagliandi si potranno acquistare prodotti alimentari e beni di prima necessità (per l’igiene personale e dell’abitazione), ma non alcolici, e potranno essere utilizzati fino al 31 luglio e in uno o più punti vendita inseriti nell’elenco relativo.

Norcia, pagati i primi buoni In particolare, a Norcia sono stati consegnati già nel pomeriggio del primo aprile i primi carnet ‘buoni spesa’ alle famiglie individuate dall’ufficio Servizi Sociali del Comune di Norcia. La consegna è avvenuta grazie all’ausilio dei vigili del fuoco volontari di Norcia che in questi giorni collaborano con l’ufficio dei Servizi Sociali, in varie attività di supporto alle famiglie in difficoltà. Nel cuore del cratere umbro del sisma possono presentare istanza i nuclei familiari, anche monoparentali che non hanno fonte di reddito attiva e che non hanno accumuli bancari o postali a qualsiasi titolo superiori 8 mila euro; aiuto concesso anche a chi ha una fonte di reddito attiva calcolata per un importo non superiore a 350 euro per ogni componente nucleo familiare, in possesso di un regolare contratto di locazione e senza accumuli bancari o postali a qualsiasi titolo superiori 8 mila euro; ed erogazione prevista anche in favore di chi ha una fonte di reddito attiva calcolata per un importo non superiore a 250 euro per ogni componente nucleo familiare, che non pagano regolare affitto e che non hanno accumuli bancari o postali a qualsiasi titolo superiori 8 mila euro. A Norcia l’ufficio servizi sociali valuterà ogni eventuale casistica non contemplata in quelle sopra riportate i nuclei famigliari con particolari situazione di disagio, dopodiché procederà all’erogazione dei buoni spesa che valgono 250 per i nuclei fino a due persone, 350 per i nuclei di tre e quattro persone, 400 euro per i nuclei con più di cinque persone.

Gualdo si ferma a 350 euro A Gualdo Tadino, invece, hanno priorità di accedere al beneficio i nuclei familiari che si trovano in uno stato di bisogno accertato dai servizi sociali comunali. Si deve presumere, salvo diversa ulteriore valutazione dei servizi sociali, che lo stato di bisogno non sussista quando in famiglia vi sia un percettore di reddito da lavoro dipendente, pubblico o privato, di reddito di cittadinanza, di reddito da pensione o di altre forme di reddito. Il nucleo familiare non dovrà avere una giacenza bancaria/postale, alla data del 29 marzo 2020,superiore a 10 mila euro e non dovrà essere beneficiario di altre forme di sostegno al reddito e alla povertà erogati da enti pubblici, anche se eventuali deroghe sono di competenza dei servizi sociali. Anche a Gualdo i buoni spesa sono già stati quantificati: 100 euro per famiglie da un componente; 150 da due; 200 da tre; 250 da quattro; 300 da cinque e 350 da sei o più persone comunali.

Pronta anche Parrano Per ora, però, il valore più alto al buono spesa viene riconosciuto dal Comune di Parrano che, al pari degli altri enti locali, ha pubblicato l’avviso per  formare un elenco di attività commerciali di prima necessità, ma anche stabilito la ripartizione del fondo: nucleo fino a una persone 100 euro, fino a due 200 euro, fino a tre 300 euro, che salgono a 400 euro per quattro persone e a 500 per cinque componenti.

Città di Castello Pubblicato il modulo di autocertificazione e le informazioni a favore di persone e famiglie in condizione di disagio economico e sociale. «Accedere al contributo per l’acquisito di beni di prima necessità è molto semplice – spiega l’assessore Luciana Bassini -. Abbiamo pubblicato il modulo di autocertificazione, sul sito del comune, sulla nostra pagina FB, si può richiedere per email – [email protected];- e si può essere aiutati telefonicamente – 075 9002686 – a compilarlo. Non serve altro per accedere alla ripartizione dei fondi di solidarietà per l’emergenza alimentare – 235 mila euro – messi a disposizione dal Governo per la popolazione di Città di Castello». L’ammontare dei buoni spesa a seconda della composizione del nucleo familiare può variare da 150 euro a 500 con un incremento massimo di 50 euro, su valutazione dei Servizi sociali, qualora ci siano minori o situazioni di disabilità. L’istanza può essere presentata una sola volta per nucleo familiare e dovrà pervenire entro il 16 aprile. Le modalità di consegna dei voucher saranno comunicate a ogni singolo richiedente via sms o telefonicamente a seguito dell’avvenuta ammissione al beneficio. Info: [email protected] Tel. 075/9002686 PEC: [email protected]

Narni Ammontano a 144mila euro i fondi attualmente messi a disposizione dal Comune per il bonus spesa relativo all’emergenza Coronavirus. Lo rende noto il sindaco, Francesco De Rebotti, che spiega le modalità di richiesta e accesso alle risorse disponibili per le famiglie e i soggetti che temporaneamente non percepiscono reddito. Il Comune, secondo quanto riferisce de Rebotti, ha incamerato risorse statali pari a 124mila euro e le ha incrementate con altre 20mila euro di fondi di bilancio proprio. «L’iter è iniziato – dichiara il sindaco – e contiamo di terminarlo in tempi rapidi per dare risposte ai cittadini prima possibile. Si può presentare la richiesta, mentre sul sito del Comune è visionabile l’elenco delle attività commerciali che hanno aderito all’iniziativa e dove, quindi, sarà possibile spendere il ‘bonus spesa’. La domanda per accedere ai buoni spesa deve essere presentata compilando il modello predisposto e dovrà pervenire, compilata in ogni sua parte, all’indirizzo di posta elettronica [email protected] In alternativa, in caso di impossibilità ad utilizzare i mezzi informatici, la domanda potrà essere presentata tramite chiamata registrata agli operatori comunali incaricati, ai seguenti numeri 0744/747-333-287-288-294-296, attivi dalle ore 9.00 alle ore 16.00 dal lunedì al venerdì. In fase di avvio le domande potranno essere presentate anche nei giorni 4 e 5 aprile, agli stessi orari. Nella domanda il richiedente dovrà indicare l’esercizio commerciale scelto per l’utilizzo dei buoni spesa. L’importo massimo erogabile per ciascuna richiesta è 350 euro, calcolato in base al numero dei componenti ciascun nucleo famigliare. Tutte le info al link https://bit.ly/2xHoIzS

A San Venanzo il sindaco Marsilio Marinelli, ha annunciato di aver fatto partire l’iter per i ‘bonus spesa’. «Abbiamo già approvato – dice – il disciplinare, l’avviso e il modulo di autodichiarazione per chi è in stato temporaneo di indigenza economica». Sempre Marinelli fa poi sapere che il Comune, dal 30 marzo, ha attivato anche un servizio informativo di ascolto e supporto psicologico. I numeri da contattare sono 3346628675 e 075874238.

L’avviso del Comune di Arrone è stato pubblicato sul sito dell’ente il 31 marzo e in paese e sui social circola una locandina con tutti i dettagli. A disposizione anche i numeri 0744/387625, 0744/387631, 3505959912.

 

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