L'aula del consiglio regionale (foto © Fabrizio Troccoli)

«Riconoscere, nel rispetto dell’autonomia scolastica, l’importanza dello svolgimento di attività di pubblica utilità per gli studenti che si rendono responsabili di atti di bullismo e cyberbullismo». È questo uno degli emendamenti, firmato da Porzi (Pd), Rometti (SeR), Mancini (Lega), approvato giovedì dal consiglio regionale dell’Umbria che ha dato il via libera alla legge contro il bullismo e il cyberbullismo. L’atto, che porta la firma di Porzi e Rometti, è stato approvato all’unanimità e in particolare riguarda la realizzazione di campagne di sensibilizzazione e informazione rivolte agli studenti, alle loro famiglie, agli insegnanti e agli educatori «in ordine alla gravità del fenomeno bullismo e cyberbullismo».

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La legge La Regione promuove iniziative di carattere culturale, sociale, ricreativo, sportivo e sanitario sui temi della legalità e del rispetto reciproco, nonché sull’uso consapevole degli strumenti informatici e della Rete. «Saranno attivati – è detto nel documento – programmi di sostegno in favore dei minorenni vittime di atti di bullismo e cyberbullismo, anche attraverso il supporto di competenti figure professionali e il coinvolgimento di associazioni e istituzioni. Previsti programmi di recupero rivolti agli autori di atti di bullismo». Tra i punti qualificanti anche un tavolo di coordinamento che avrà lo scopo di raccogliere informazioni sul fenomeno e creare sinergie tra i soggetti coinvolti. Tutte attività che nel 2018 saranno supportate con un finanziamento di 30 mila euro destinato a Comuni, scuole, Usl ed enti del terzo settore.

Le modifiche Tra gli emendamenti, oltre a quello che riguarda la possibilità di lavori di pubblica utilità, c’è anche quello dell’assessore Antonio Bartolini volto all’attivazione di specifiche campagne di educazione civica volte a prevenire il fenomeno nei confronti di altri studenti, insegnanti e istituzioni scolastiche ed educative. Due infine quelli presentati dai dem Chiacchieroni e Casciari: con il primo si punta alla all’inserimento nelle campagne di prevenzione anche dell’educazione ai sentimenti e della gestione dei conflitti dei soggetti; con il secondo si parla invece della necessità di coinvolgere nell’attività anche le società e le associazioni sportive dilettantistiche. Un’indagine su bullismo e cyberbullismo, realizzata da Corecom Umbria e dall’Università di Perugia grazie alla partecipazione di 900 ragazzi che hanno risposto a un questionario, sarà presentata intorno alla metà di maggio.

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