di C.P.
Anche in paradiso ci sono guai. È quanto dimostra la contesa tra Comune di Narni e Francesco Bussotti Caponi, nipote di Alvaro Caponi e amministratore della società ‘Le Mole srl’. Solo qualche giorno fa, quest’ultimo ha rivendicato la proprietà del bacino – il piccolo eden situato lungo il Nera e ormai famoso in tutta Italia – annunciando l’apertura di selezioni per 20 nuove posizioni lavorative nell’ambito del progetto di sviluppo e valorizzazione del Parco archeologico naturalistico ‘Le Mole Domus Octavia’. Una novità che ha lasciato di stucco tutti, compreso il primo cittadino della città dell’Anello, che in una nota ha ricordato: «C’è una concessione d’uso ventennale, concordata con Caponi, e le opere fatte sono tutte rispettose delle regole e finalizzate alla valorizzazione del bene».
La rivendicazione del privato Facciamo un passo indietro. Qualche giorno fa, con un comunicato, la società ‘Le Mole srl’ ha annunciato di stare lavorando a un progetto ambizioso che, tra le altre cose, «prevede la messa in sicurezza delle sponde del fiume Nera. Per garantire una fruizione sicura e regolamentata del sito, ‘Le Mole srl’ ha già avviato contatti diretti con Enel per definire le modalità di accesso al pubblico del bacino delle Mole e dell’area dove insiste il solarium in legno». Ecco, allo ‘stupore’ del Comune di Narni la famiglia Caponi ha risposto con un secondo comunicato, nel quale si legge: «Siamo letteralmente allibiti di fronte alla reazione del Comune nella persona del sindaco Lorenzo Lucarelli, che si dichiara sorpreso dal nostro comunicato, e dell’assessore Marco Mercuri, che cade dalle nuvole, quando entrambi sono perfettamente a conoscenza della situazione». In base alla versione del privato: «Il Comune ha ricevuto una nostra comunicazione formale via pec in data 15 ottobre, con la quale abbiamo intimato il rilascio della porzione di terreno di nostra proprietà, situata di fronte all’ingresso del bacino delle Mole e concessa nel 2021 in comodato d’uso al Comune per consentire l’attivazione di una licenza di somministrazione a un altro soggetto».
«Il solarium rientra nella nostra proprietà» Ma non finisce qui, perché la nota di Capone prosegue così: «A seguito di tale comunicazione, si è svolto un incontro sul posto per la consegna dell’area, formalizzato con verbale sottoscritto il 30 ottobre 2025 dal dirigente comunale Pietro Flori, nel quale il Comune riconosce di fatto la nostra proprietà, che comprende anche il cosiddetto solarium delle Mole, trattandosi della medesima particella catastale». A ciò si aggiunge una richiesta di incontro urgente, datata 20 ottobre, inoltrata al primo cittadino e agli assessori comunali «per illustrare il nostro progetto di sviluppo, ribadendo la piena titolarità dell’area. Di contro, l’amministrazione si guarda bene dal consegnarci la documentazione regolarmente richiesta con accesso agli atti del 19 settembre, relativa, fra l’altro, ai progetti e alle autorizzazioni dei lavori di costruzione del solarium, eseguiti nel 2015 su un terreno di nostra proprietà». Infine, la famiglia Caponi si appella alla Regione Umbria: «Riteniamo incomprensibile che un’iniziativa privata orientata a valorizzare il territorio, creare occupazione e generare un indotto turistico significativo venga completamente ignorata dal Comune, che non solo non collabora ma sembra intenzionato a contrastare il nostro progetto». E, annunciando di aver ricevuto già «centinaia di curricula» per i nuovi posti di lavoro, conclude: «Il nostro obiettivo è essere operativi già nei primi mesi del prossimo anno, e non intendiamo restare fermi di fronte all’immobilismo di un’amministrazione che dovrebbe, al contrario, favorire chi vuole investire, creare lavoro e valorizzare il territorio».
La versione del Comune di Narni La risposta del primo cittadino della città dell’Anello, Lorenzo Lucarelli, non tarda ad arrivare. Un atto quasi dovuto «a seguito delle inopinate e inaccettabili iniziative private emerse in questi giorni riguardo alla gestione delle Gole del Nera». Da anni «il Comune è impegnato in un complesso e trasparente percorso di valorizzazione di questo straordinario patrimonio naturale – spiega Lucarelli – investendo risorse pubbliche, ottenendo fondi europei e lavorando per garantire la sicurezza e la fruizione pubblica del sito. Quanto sta accadendo ad opera della società ‘Le Mole srl’ è un attacco diretto all’operato dell’ente e alla fruizione di un bene della collettività, basato su affermazioni che mistificano la realtà dei fatti e ignorano atti giuridici vincolanti».
«Gestione pubblica? C’è autorizzazione formale» Il comunicato del sindaco di Narni, in risposta alle rivendicazioni della famiglia Caponi, insiste su un punto: «La gestione pubblica dell’area Le Mole, dove insiste il solarium, non è un atto di cortesia, ma discende da un’autorizzazione formale, chiara e vincolante, sottoscritta proprio dal professor Alvaro Caponi in data 4 dicembre 2013. Tale atto, valido per vent’anni e quindi pienamente efficace, fu rilasciato nell’ambito del progetto pubblico ‘Bando Tac 2 – Por Fesr 2007-2013 – Greenways Gole del Nera’. In quell’autorizzazione, lo stesso professor Caponi ha testualmente dichiarato e sottoscritto che: ‘L’autorizzazione all’accesso è intesa per la realizzazione degli interventi di progetto, per gli interventi di manutenzione e per l’utilizzo delle strutture per i prossimi 20 anni’. E, cosa ancora più importante, ha messo per iscritto che: ‘Nulla potrà eccepire e nulla avrà a pretendere la proprietà per le opere che saranno realizzate dal Comune di Narni’». Ed è proprio sulla base di questa autorizzazione, insiste Lucarelli, che il Comune «ha investito ingenti fondi pubblici, anche di matrice europea, per realizzare un’opera pubblica. Quest’opera non è stata realizzata in modo avventato, ma ha seguito un iter amministrativo rigoroso, ottenendo il parere favorevole ai fini idraulici dalla Provincia di Terni in data 18 luglio 2013, che ne ha certificato la compatibilità con l’assetto idrogeologico. L’intervento ricade su aree del demanio idrico, per le quali il Comune di Narni è titolare di una concessione amministrativa demaniale rilasciata dalla Regione Umbria in data primo febbraio 2016». Dunque, tecnicamente, la concessione affiderebbe al Comune l’occupazione e la gestione delle aree ‘contese’ fino al 2033. «Alla luce di questi atti, le odierne pretese della società ‘Le Mole srl’, che si fa forte di un contratto di locazione privato stipulato solo poche settimane fa, sono totalmente prive di qualsiasi legittimazione. È giuridicamente inammissibile che un accordo privato tra terzi possa tentare di annullare atti pubblici, autorizzazioni ventennali, opere pubbliche finanziate dall’Unione Europea e concessioni demaniali in essere».
Mole off limits Per tanto, conclude il sindaco di Narni, «le affermazioni secondo cui il Comune avrebbe agito ‘senza autorizzazione’ sono contrarie al vero e gravemente lesive dell’immagine dell’ente. L’illecita apposizione di barriere e transenne, oltre a configurare un’interruzione di pubblico servizio, sta arrecando un ingente danno all’amministrazione comunale, agli investimenti effettuati e all’intera comunità. L’amministrazione comunale non resterà inerte di fronte a questi atti di mera aggressione. Verranno avviate, con la massima durezza, azioni in ogni sede opportuna, civile e amministrativa, per tutelare l’ente e l’interesse pubblico, nonché per richiedere il risarcimento di tutti i danni subìti. Saranno adottati nell’immediato provvedimenti tesi alla rimozione delle barriere illecitamente installate, al fine di ripristinare il pubblico accesso e la sicurezza dell’area, in conformità ai titoli autorizzativi e concessori di cui il Comune è legittimo titolare. Non permetteremo che interessi di persone la cui azione, più che imprenditoriale ha tutti i caratteri di una maldestra speculazione, distrugga quanto di buono è stato costruito, a discapito della nostra comunità».
