Il dg di Bankit, Salvatore Rossi

«L’azione di vigilanza sulla Banca Popolare di Spoleto è stata lineare, tempestiva, esemplare». Così il direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, in un documento interno inviato a tutti dipendenti di Palazzo Koch e pubblicata dall’Huffington Post, difende l’operato dell’istituto di via Nazionale.

Le accuse dei cento soci Scs

La lettera del dg Rossi In particolare, il numero due della Banca d’Italia scrive: «Nei giorni scorsi un articolo su un giornale (del Fatto quotidiano, ndr) ha dato notizia di una indagine giudiziaria a carico del governatore (Ignazio Visco per truffa e corruzione, ndr) per vicende riguardanti la Bps. L’articolo era scandalistico e tendenzioso, ha avuto nell’immediato una certo eco su altri mezzi di comunicazione, in parte rientrata a seguito di un breve comunicato della Banca, di uno più articolato degli ex commissari della Bps e di precisazioni della stessa procura della Repubblica di Spoleto». E poi: «L’episodio si inscrive in un clima di accesa polemica politica che occasionalmente trova come bersaglio il mondo bancario e la Banca d’Italia».

«Attività Bankit corretta» Nel documento interno firmato dal dg Rossi si legge anche «Tutti noi sappiamo, e lo riaffermo qui con forza, come l’attività della Banca d’Italia si svolga nella più assoluta correttezza formale e sostanziale. In particolare, le decisioni di Vigilanza, assunte collegialmente dal direttorio in riunioni attentamente verbalizzate, si basano su ampie, dettagliate, approfondite indagini e istruttorie svolte nel dipartimento di Vigilanza e nelle filiali. Sospettare che quelle decisioni siano scorrette vuol dire sospettare anche della capacità professionale e dell’onestà di molte centinaia di colleghe e colleghi che quotidianamente profondono il loro impegno in questo difficile compito».

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