di Maurizio Troccoli
Riconosciuto tra i grandi nomi dell’arte contemporanea Fernando Botero, festeggerà personalmente i suoi ottant’anni ad Assisi. Per l’occasione sarà inaugurata una sua mostra inedita con 76 sculture di gesso, 12 disegni di grandi dimensioni, 27 disegni di piccole dimensioni e una scultura monumentale in bronzo.
Botero e Assisi uniti e contrapposti La location scelta per l’allestimento è Palazzo Monte Frumentario che ospiterà le opere del maestro colombiano dal 17 marzo fino al 31 agosto. Le opere in gesso sono una retrospettiva che va dagli anni settanta a oggi. L’artista più amato dal pubblico che dalla critica, probabilmente tra gli artisti più ricchi del pianeta, se non in assoluto colui che ha meglio monetizzato la sua produzione artistica, sceglie la umile terra di Francesco per proporre una iconologia dell’immagine non distante dalla letteratura della figura di Assisi. La fisicità dell’uomo, che Cimabue impressionò negli affreschi della basilica di Assisi, catturando e sigillando i tratti di un copro pervaso dalle vicende umane potrebbe apparire come speculare alla elaborazione boteriana, da cui prende forma una vera scuola, che alla carne, all’amore, alle vicende, alle virtù, ai vizi e al sentimento concede il segno e il disegno restituendo materia, come fosse poesia e arte antica. Visionarietà e visione continuano ad avere una unica misura nella produzione dell’artista colombiano, quella del reale e del tangibile, trasfigurando la deformazione come fosse spiritualità artistica. Non sono le cattedrali o i campanili, tantomeno le madonne con bambino a rendere «sacre» le figure di Botero, ma il senso profondo di sacralità che riserva all’arte, quando il gesto di dipingere farà i conti con l’onestà dell’operare nelle miserie e nelle virtù dell’uomo nel momento in cui questi è cerniera con la poesia e il pensiero artistico. Uomini, donne, bambini, vecchi, il campionario del genere umano va in scena nelle sue realizzazioni dalle forme arcaiche e grezze del grottesco, a quelle angeliche dei putti, confondendosi nella monumentalità della figura che, per i suoi stessi tratti paradossalmente si fa leggera, popolare e riconoscibile. Ancorchè i corpi possano essere considerati i terminali della ricerca, il punto più avanzato dell’attenzione artistica, possono precipitosamente diventare puro contenitore di colore, ampio, capiente, comodo alla pittura che necessita di esprimersi , ripiegandosi a contorno senz’anima di macchie di colore in grado però di fare spazio alla vitalità della sua arte.
L’infanzia e la maturità C’è molto della sua infanzia nella sua produzione e nella sua vita. Botero trasporterà le sue visioni da bambino e i paesaggi di Medellin, nel suo girovagare per il mondo alla scoperta di nuovi linguaggi e nuove ricerche dell’arte ma anche di possibilità di riscatto. Nel 1952 vince, con «Sulla costa», il secondo premio al IX Salone degli artisti colombiani, organizzato presso la Biblioteca Nazionale di Bogotá. Sarà in Spagna dove visiterà il museo del Prado di Madrid, dove conosce le opere di Francisco Goya e Tiziano, fra gli altri. In Italia entrerà in contatto con le maggiori opere del Rinascimento italiano. E’ attratto dalle opere di Giotto e di Andrea Mantegna e dalla scuola senese, e della Toscana, in generale. In Messico scopre per la prima volta le possibilità di espandere e dilatare il volume delle forme in modo personale, il 1957 è il momento della scoperta dell’espressionismo astratto, mentre l’anno successivo conquisterà la cattedra di pittura all’Accademia d’arte di Bogotá. Seguiranno anni di tumultuosi successi con mostre e grandi esposizioni nelle principali città tra America ed Europa, ma anche di grandi ferite nella vita con due divorzi e la perdita di un figlio in un incidente nel quale l’artista perderà anche la falange di un dito. Aspetti che saranno trattati entrambi nelle sue opere. Nel 1983 prende una casa a Pietrasanta, dove sta per alcuni mesi l’anno, per essere vicino alle cave di marmo. Il 21 ottobre 2007, sempre a Pietrasanta, vengono rubate delle statue di bronzo per il valore di circa 4 milioni di euro. Le opere si intitolano “Adamo”, “Il cane”, “Gatto codone”, “Donna con mano nei capelli”, “Ballerina vestita”, “Ballerina in movimento” e “Passero”. Attualmente buona parte dei ladri sono ancora ignoti, ma nel maggio 2008 due delle statue sono state ritrovate e i responsabili arrestati. Tra gli eventi di maggior rilievo viene ricordata la mostra delle sue enormi sculture sugli Champs-Elysées nel 1992, e varie mostre negli spazi pubblici di città europee nel 1994.

