di Daniele Bovi
È «giustificata la decisione di non procedere a Via (la Valutazione di impatto ambientale, ndr), trattandosi di impianto esistente da molti anni già valutato e autorizzato e privo di significativo nuovo impatto negativo sull’ambiente e sul patrimonio culturale, oltre che indispensabile per garantire l’erogazione di un servizio pubblico di carattere essenziale». A scriverlo sono i giudici del Tar dell’Umbria che con una sentenza, depositata nei giorni scorsi, ha dichiarato in parte infondato e in parte improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse il ricorso, presentato dall’Osservatorio Borgogiglione contro la Regione e nei confronti di Gest e Tsa, che aveva al centro il progetto di razionalizzazione del sistema di gestione e della relativa viabilità della discarica proposto da Tsa, la società che gestisce la discarica.
La sentenza In particolare l’Osservatorio chiedeva l’annullamento di due determine dirigenziali di Palazzo Donini. Con la prima, la 9417 dell’11 dicembre 2015, la Regione ha escluso la necessità della Via; con la seconda invece, la 71 del 12 gennaio 2016, ha modificato le prescrizioni dettate con propri precedenti provvedimenti in merito all’utilizzo della strada Sant’Antonio-Belveduto, vicina alla Villa Colle del Cardinale. In estrema sintesi l’Osservatorio ha puntato il dito contro la pericolosità ambientale della discarica di Borgogiglione determinata, secondo gli esponenti dell’associazione, dall’intenso traffico di mezzi pesanti in uscita e in entrata dagli impianti oltre che della stessa discarica dalla cava di Monticchio, «suscettibile di ledere – riassume il Tar – anche il circostante contesto paesaggistico».
Nessun nuovo impatto Nella sentenza i giudici spiegano che «la procedura di Via si impone solamente in ipotesi di modifiche a impianto preesistente di carattere quantitativo», mentre nel caso oggetto del ricorso non c’è aumento della quantità complessiva di stoccaggio né vengono modificati altri parametri. L’impianto anzi «è esistente da molti anni» e «già valutato e autorizzato e privo di significativo nuovo impatto negativo sull’ambiente e sul patrimonio culturale, oltre che indispensabile per garantire l’erogazione di un servizio pubblico di carattere essenziale». Quanto alla seconda determina e al sopravvenuto difetto di interesse, ad aprile la Regione ha modificato l’Autorizzazione integrata ambientale del 2012, cioè il titolo che autorizza l’attività della discarica, recependo le nuove prescrizioni sulla viabilità.
L’Osservatorio replica Con un’ordinanza emessa sempre nei giorni scorsi dal Tar inoltre i giudici respingono l’istanza cautelare proposta dall’Osservatorio che aveva chiesto l’annullamento di una serie di determine della Regione in particolare per quanto riguarda il «prospettato danno ambientale, non risultando più funzionante, allo stato, né il bioreattore originariamente installato né la corrispondente area della discarica di Borgogiglione». Commentando i provvedimenti l’Osservatorio in una nota prospetta un possibile appello dato che le decisioni «sembrano minimizzare il grave impatto negativo sull’ambiente della discarica a più riprese denunciato dall’Arpa e per il quale sta indagando anche la Procura della Repubblica. A tutt’oggi resta aperto il quesito di fondo posto dai cittadini e dall’Osservatorio agli amministratori regionali e comunali: portare in discarica i rifiuti organici-umidi è una scelta saggia da difendere in tutti i modi o non un’anomalia?». La risposta che il comitato dà è no e sulla scorta di quanto emerso dalle indagini chiede una svolta a 180 gradi sulla gestione dei rifiuti.
Twitter @DanieleBovi
