Cardinale Gualtiero Bassetti, foto Fabrizio Troccoli

«Siamo in piena emergenza alimentare: all’“Emporio della Solidarietà” della Caritas diocesana di Perugia, presso il “Villaggio della Carità”, in poco meno di tre mesi dalla sua apertura sono state distribuite 250 tessere di accesso (più 40 baby card), quando ne erano state previste 90. Sono aumentate le richieste di aiuti alimentari da parte di famiglie che hanno perso il lavoro a causa del perdurare della crisi. Per tutte loro le imminenti festività natalizie saranno vissute in un clima di non poca preoccupazione e sofferenza. Ma, nel contempo, sempre all’“Emporio della Solidarietà” non si fanno attendere i gesti di generosità da parte di associazioni ed organizzazioni impegnate nel sociale e di realtà produttive, che donano generi di prima necessità. Significativa è anche l’offerta di materiale scolastico da parte di bambini e ragazzi per le famiglie che non possono acquistarlo», è quanto riporta una nota della Diocesi.

Offerte Per questo la Caritas diocesana di Perugia dedica l’Avvento di Fraternità 2014 a quanti si trovano in difficoltà promuovendo la raccolta di offerte in denaro e di beni di prima necessità, che si terrà in tutte le 155 Parrocchie dell’Archidiocesi nella Terza domenica d’Avvento, il 14 dicembre, ma che durerà per tutto il periodo delle festività natalizie. Quest’iniziativa rientra anche nello spirito della campagna «Una sola famiglia umana, cibo per tutti: è compito nostro», lanciata dalla Caritas Internationalis e fortemente sostenuta da papa Francesco. A tal proposito non è un caso che il Santo Padre abbia ricordato la parabola della moltiplicazione dei pani e dei pesci, che «ci insegna proprio questo – ha commentato papa Francesco –: se c’è volontà, quello che abbiamo non finisce, anzi ne avanza e non va perso. Perciò, cari fratelli e care sorelle, vi invito a fare posto nel vostro cuore a questa urgenza, rispettando questo diritto dato da Dio a tutti di poter avere accesso ad una alimentazione adeguata».

Bassetti «La raccolta di Avvento – ricorda il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti – è un’occasione per vivere il Tempo di attesa mettendoci in cammino con le nostre comunità parrocchiali verso il Natale, perché anche oggi possiamo accogliere Gesù che nasce tra noi nei più piccoli, poveri, emarginati. Il duro momento affrontato da tante nostre famiglie ci chiede di essere testimoni generosi di quell’amore che il Padre ha avuto per noi donandoci suo Figlio».

L’accensione dell’albero Al “Villaggio della Carità” di Perugia, domenica 7 dicembre (ore 17.45), in contemporanea con l’accensione dell’Albero di Gubbio da parte di papa Francesco, 2.400 luci illumineranno un grande cedro del Libano. Ogni luce rappresenta una delle 2.400 famiglie in difficoltà, che sono state sostenute per un periodo dal “Fondo di Solidarietà” delle Chiese umbre attivo dal 2009. La Luce, simbolo di fede, speranza e carità, è Cristo che con la sua venuta tra i poveri ha illuminato le tenebre del mondo. La Luce della Notte di Natale indica ai cristiani e a tutti gli uomini di buona volontà il cammino da compiere per la loro salvezza, ad iniziare dal realizzare opere di carità a favore dei più piccoli, emarginati, sofferenti…, i cui volti incarnano il volto di Cristo.

Fondo solidarietà All’inizio del periodo d’Avvento i Vescovi delle otto Diocesi dell’Umbria hanno deciso di proseguire nel 2015 l’iniziativa del “Fondo di Solidarietà”, promuovendo nella prossima Quaresima la “Sesta Raccolta” a sostegno dell’attività del “Fondo” stesso. Le precedenti “Raccolte” hanno fruttato 3.318.236,84 euro. Le Parrocchie continuano a ricevere sempre più richieste di aiuti economici da parte di nuclei familiari messi a dura prova dalla difficile situazione occupazionale, che non risparmia diverse ed importanti realtà produttive della regione. Al riguardo, significative sono le parole dei Vescovi dell’Umbria: «Purtroppo non abbiamo le forze per trasformare e cambiare tutto il male che c’è nel mondo, in tutte le sue espressioni. Però sì, come cristiani, noi possiamo illuminare queste situazioni, possiamo essere, nel nostro piccolo, ciò che è stata la stella di Betlemme nell’oscurità del mondo. Abbiamo, dunque, deciso di prorogare il “Fondo di Solidarietà” e di indire una nuova colletta per sostenerlo, da tenersi nel prossimo tempo di Quaresima. È bello pensare alla comunità cristiana dell’Umbria come ad un gruppo di persone che, pur con tutti i suoi limiti, vuole essere come la cometa di Betlemme e prova, con fiducia, speranza, semplicità e determinazione, a portare luce nelle difficoltà e nelle prove della vita», come ha ricordato di recente papa Francesco.

Centro ascolto Il 4 dicembre 1989 iniziava l’attività un nuovo servizio della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, all’epoca diretta da mons. Giacomo Rossi: il “Centro d’accoglienza per giovani immigrati”, fortemente voluto dallo stesso mons. Rossi, che ne affidò la gestione ad una giovane assistente sociale, Stella Cerasa. Con il crescente numero di fruitori e non solo giovani, ma anche adulti e non solo immigrati, ben presto questa realtà caritativa divenne il Centro di Ascolto diocesano (CdAd). Dopo un quarto di secolo e con il perdurare della crisi, il CdAd perugino-pievese ascolta ogni mese oltre 300 persone. Dallo scorso 6 novembre a tutt’oggi coloro che si sono recati per chiedere un aiuto materiale e non solo, sono stati più 370, per il 40% italiani. Sono sempre più spesso volti in lacrime e segnati da una sofferenza estrema.
Le richieste vengono fatte con grande dignità e riservatezza e sono pochi i casi in cui il disagio porta le persone a “denunciare” con rabbia il loro stato di precarietà. Ad arrivare al CdAd è sempre più spesso chi ha perso il lavoro e la casa, ha difficoltà a pagare il mutuo, l’affitto, le utenze domestiche principali, a sostenere le spese mediche e scolastiche. Ci sono genitori disperati, umiliati perché non riescono a far proseguire gli studi ai figli dopo la scuola dell’obbligo. Anche un lutto in famiglia può diventare una povertà estrema se non si ha il denaro necessario per le spese del funerale del congiunto. Al Centro di Ascolto della Caritas diocesana giungono anche persone che danno un aiuto ed offrono il proprio tempo operando nel volontariato. Non secondario è l’arrivo periodico di benefattori e in non pochi casi la loro generosità è davvero sorprendente e di esempio per tutti: colpiscono le persone che ritornano al CdAd per ricambiare l’aiuto ricevuto. Anche questa è pedagogia della Carità, che sta alla base dello stile di essere Caritas attraverso il suo Centro di Ascolto diocesano.

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