Il presidente del Corecom umbro Mario Capanna

Grazie all’attività di conciliazione e definizione delle controversie tra utenti e operatori della comunicazione, svolta gratuitamente dal Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom), ai cittadini umbri tornano in tasca circa 400 mila euro tra importi non dovuti relativi a bollette telefoniche e mancati servizi. Questo è quanto è possibile stimare in virtù del rapporto presentato dal Comitato umbro, nell’ambito del seminario dal titolo «La conciliazione nel settore delle comunicazioni», svoltosi lunedì presso la sala Partecipazione del Consiglio regionale. I dati illustrati dagli avvocati del Corecom, Sabrina Di Cola e Barba Sammarco, parlano infatti di circa un migliaio di conciliazioni e definizioni andate a buon fine (circa il 70% sul totale del 2010) che moltiplicate per la media nazionale d’indennizzo di 400 euro procapite fa, appunto, una cifra prossima al mezzo milione di euro.

In Italia 50mila conciliazioni all’anno A livello nazionale, secondo quanto invece riportato da Maria Pia Caruso dell’ufficio di gabinetto dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, la cifra arriva a sfiorare le 50 mila conciliazioni svolte dai Corecom, per un importo stimabile in circa 14 milioni di euro. «Questa procedura garantisce tutti i cittadini umbri – ha detto il presidente del Corecom umbro Mario Capanna – e in particolar modo le fasce più deboli che possono così fruire di un servizio gratuito svolto con professionalità ed imparzialità attraverso il quale trovare giustizia».

Il protocollo d’intesa Al termine dell’iniziativa è stato siglato inoltre un protocollo d’intesa tra lo stesso Corecom Umbria e le associazioni regionali dei Consumatori, finalizzato a promuovere varie attività di informazione e tutela dei consumatori sui servizi di telecomunicazione. Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto da: Movimento Difesa Consumatori, Lega Consumatori, Adiconsum, Cittadinanza Attiva, Associazione Consumatori e Utenti e Movimento Consumatori. L’obiettivo è quello di incentivare la collaborazione e la formazione in materia, aumentare il grado di conoscenza dei servizi e integrare azioni volte a prevenire eventuali disagi nell’ambito della transizione al digitale terrestre.

Capanna: siamo sotto organico, minata nostra efficienza Il presidente Capanna nel corso dell’appuntamento ha poi spiegato che «la mole di lavoro svolta dagli uffici del Corecom per questa delicata attività è notevole, se paragonata a quella di altre regioni italiane, ma la sofferenza di organico – ha aggiunto – ne sta minando l’efficienza, contribuendo ad allungare i tempi di risposta ai cittadini». «Il Consiglio regionale – ha concluso Capanna – è da noi atteso a dare risposte concrete entro fine mese». E ad incalzare la regione sul tema del personale, ci ha pensato anche la stessa esponente dell’Agcom Caruso che ha ricordato come «l’impegno assunto da giunta e Consiglio regionale nel 2008, per il conferimento di questa ed altre importanti deleghe, dovrebbe essere onorato mettendo il Corecom nelle condizioni di bene operare».

La remissione delle deleghe Par di capire che in assenza di risposte concrete in materia di potenziamento di organico, come già paventato nelle scorse settimane dallo stesso Capanna, l’ombra della remissione delle deleghe e la relativa chiusura di servizi, come quello delle conciliazioni, potrebbe essere dietro l’angolo. Nel corso dei lavori il professor Figorilli dell’Università degli studi di Perugia ha inoltre spiegato che «l’attività in materia di conciliazione dei Corecom rappresenta una valida alternativa che si inserisce nel contesto della risoluzione delle controversie in materia di comunicazione bene interpretando la riforma del titolo quinto della Costituzione».

I DATI Si registra un incremento «significativo» sia nel caso delle conciliazioni che dei provvedimenti di riattivazione del servizio e della definizione delle controversie. In particolare nel 2008 sono pervenute 995 istanze di conciliazione, passate a 1159 nel 2009 (con un incremento pari al 4,6 per cento) e cresciute nel 2010 fino a 1440 (pari al 7,8 per cento in più rispetto all’anno precedente). Nel 2010 sono stati espletati 1447 tentativi di conciliazione conclusi con 993 accordi e 454 mancate conciliazioni (di cui numero 191 dovuti alla mancata adesione alla procedura da parte di alcuni operatori telefonici). Per superare tale problematica il Corecom ha recentemente consentito agli operatori storicamente “assenti” di partecipare alle udienze di conciliazione utilizzando anche la formula dell’audio conferenza. I provvedimenti temporanei di ripristino dei servizi sono stati 137, con un incremento del 10,2 per cento annuo. Gli operatori – è stato spiegato – sono per lo più collaborativi e spesso pongono fine all’abuso subito dopo l’avvio della procedura, facendo venir meno il presupposto per l’adozione del provvedimento temporaneo; su 336 istanze pervenute, infatti, si sono registrati 124 spontanei adempimenti da parte degli operatori e solo 28 segnalazioni per inottemperanza. Nel 2010 infine sono pervenute al Corecom 124 istanze di definizione delle controversie per mancata conciliazione. Per la maggior parte dei casi si tratta di azioni intentate perlopiù da privati e aziende individuali, tese a recuperare spese non giustificate e mancate forniture dei servizi. Gli operatori maggiormente coinvolti sono Telecom 510 casi, Vodafone 202 e Wind 166. (dati a cura di Barbara Sammarco-Corecom Umbria).

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