Sessantasette multe elevate, 366 controlli, oltre 10mila euro incassati, l’ovvio abbassamento, complici le piogge, del livello di polveri sottili e un’inevitabile strascico di polemiche. Sono questi i risultati della due giorni di blocco totale del traffico (a parte le auto Euro 4 e Euro 5) che ha interessato Perugia e Ponte San Giovanni. Il provvedimento, disposto con un’ordinanza dal sindaco Wladimiro Boccali, sarà in vigore anche il prossimo weekend, anche se non è esclusa una possibile revoca in caso di sensibile miglioramento dei valori di pm10. Le tre centraline di Perugia, ovvero quelle di Ponte San Giovanni, di via Cortonese e Fontivegge, hanno fatto registrare rispettivamente 27, 23 e 19 microgrammi per metro cubo di pm10 (il limite imposto dalla legge è 50).
Fabbri: provvedimeno preso di pancia Di un provvedimento «di pancia» parla invece il consigliere comunale del Prc Carlo Fabbri: «In merito ai provvedimenti presi dal Comune di Perugia con il blocco del traffico nelle zone del centro città e di Ponte San Giovanni – dice il consigliere in una nota -, ci sono alcuni aspetti non condivisibili e sui quali vorrei porre l’accento. Infatti le direttive europee impongono provvedimenti di blocco del traffico per lo sforamento dei livelli massimi di PM10 che in città è si avvenuto nei scorsi giorni ma non nelle giornate interessate al blocco del traffico. Inoltre il blocco previsto per il prossimo fine settima e stabilito con oltre dieci giorni di anticipo sembra un provvedimento “preso di pancia” anziché dettato da elementi reali e razionali. Credo sia importante incentivare, così come l’amministrazione Boccali sta portando avanti, una seria politica che per l’uso dei mezzi pubblici così come politiche attente allo sviluppo urbanistico per evitare che zone afflitte dal problema dell’inquinamento atmosferico non subiscano ulteriori danni. Le domeniche ecologiche sono importanti ma solo se interessano l’intera città e non colpiscano comportamenti, come quelli denunciati nei giorni scorsi, nei quali cittadini sono stati colpiti da sanzioni amministrative per l’uso della propria auto non a norma: si tratta soprattutto di persone, anche anziane, alle quali, in un periodo di crisi economica e di perdita di potere d’acquisto di stipendi e pensioni, non possiamo chiedere di sostituire la propria auto soprattutto se in ottime condizioni».

