Papa Giovanni Paolo II ad Assisi (foto archivio F. Troccoli)

di MA.T.

Due maxischermi verranno installati nella piazza davanti alla Basilica di San Francesco di Assisi per seguire in diretta tv gli eventi che accompagneranno la beatificazione di Giovanni Paolo II. «La comunità francescana del Sacro Convento di Assisi vuole unirsi così alla gioia e al ringraziamento per la beatificazione di papa Wojtyla», ha detto il direttore della sala stampa, padre Enzo Fortunato, invitando «i pellegrini e gli uomini di buona volontà a partecipare alle dirette televisive della veglia di preghiera di sabato prossimo, a partire dalle ore 20, e della liturgia della beatificazione, di domenica primo maggio, alle ore 10».

Le visite ad Assisi Nella sua dichiarazione, pubblicata sul sito www.sanfrancesco.org, padre Enzo ricorda che Giovanni Paolo II è giunto sei volte ad Assisi, la città più visitata nel corso del suo «lungo, bellissimo e affascinante pontificato». Di «rapporto speciale» che legava Giovanni Paolo II a San Francesco parla, sullo stesso sito, il custode del Sacro convento, padre Giuseppe Piemontese «Tutti e due, al momento della morte, non sono stati considerati padri da piangere e da suffragare con la preghiera, ma, a voce di popolo, sono stati ritenuti già gloriosi tra i santi e intercessori presso Dio».

Lo speciale Il sito sanfrancesco.org e la rivista ‘San Francesco Patrono d’Italia’ dedicano uno speciale a papa Wojtyla «Innamorato di Francesco» con una serie di articoli, riflessioni e testimonianze. In una di queste il cardinale Stanislaw Dziwisz, per 40 anni suo segretario privato, spiega le ragioni delle numerose visite del papa ad Assisi: «La presenza fisica ai piedi della Tomba del Santo esprimeva da parte del Papa, da un lato la sua profonda devozione e dall’altro indicava a tutti una via, nel desiderio che lo animò lungo tutto il pontificato, di costruire insieme la Chiesa di Cristo sulla terra e di rinnovare l’umanità intera, con lo stile umile e pieno di speranza del Santo di Assisi». «Per Papa Wojtyla – sottolinea il cardinale Dziwisz – Assisi, grazie al proprio patrono, aveva davvero una vocazione di faro luminoso per l’umanità intera, un faro che indica le vie della povertà evangelica da cui nasce il desiderio e la forza per vivere la pace, cose che necessitano di una intensa preghiera»

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