di Stef.Sup.

Con una sentenza pubblicata mercoledì, il Tar dell’Umbria ha messo un punto sulla battaglia legale avviata quasi due anni fa dal comitato «Sì Rotatoria – No T-Red» riguardo il sistema di rilevamento degli incroci semaforici, installato in un tratto trafficato di Bastia Umbra. I giudici hanno dichiarato «irricevibili i motivi aggiunti e conseguentemente inammissibile il ricorso introduttivo».

La vicenda La controversia risale all’ottobre 2024 quando, a seguito dell’installazione del sistema di rilevamento automatico in via Höchberg, in direzione Santa Maria degli Angeli e via delle Nazioni, in direzione Perugia, gli automobilisti hanno ricevuto centinaia di sanzioni, comprese ingiunzioni di pagamento e decurtazioni di punti dalla patente, tanto da decidere di dare vita a un comitato. Dopo un’iniziale monitoraggio, il Comune di Bastia Umbra ha attivato definitivamente il T-Red ritenendo che la pericolosità dell’incrocio lo richiedesse. Da questa decisione, il comitato ha impugnato il provvedimento, sostenendo – tra le tante contestazioni – che «la finalità dell’amministrazione si palesa essere non la sicurezza stradale ma il rimpinguare le cassa comunali».

Inammissibile La ragione che ha portato all’inammissibilità del ricorso è il «difetto di legittimazione del comitato ricorrente» e l’«omessa tempestiva impugnazione del provvedimento direttamente lesivo». I giudici del Tar hanno infatti rilevato che il ricorso presentato non poteva essere accolto perché «proposto oltre i termini previsti dalla legge». La magistratura amministrativa sostiene anche che il comitato non fosse portatore di un «interesse collettivo ampio e omogeneo», bensì di una posizione parziale, quella degli automobilisti. Il Tar è giunto quindi alla conclusione che nessuna delle censure avanzate avrebbero potuto portare all’annullamento del provvedimento del Comune.

Strategia Il Tar ha inoltre ribadito che il T-Red ha una funzione preventiva e che le modalità più opportune per tutelare la sicurezza stradale rientrano nel merito amministrativo, insindacabile in sede giurisdizionale. Alla luce di ciò, infatti, è stato evidenziato dal tribunale come l’amministrazione abbia prima effettuato un periodo di monitoraggio e sperimentazione del sistema, aggiungendo che sistemi come il T-Red non hanno una funzione esclusivamente sanzionatoria. Chiarito poi anche che la presenza di un progetto infrastrutturale come la rotatoria non esclude l’utilizzo dello strumento ma contribuisce a una strategia più ampia.

Omologazione L’ultimo punto affrontato dalla sentenza riguarda la questione tecnico-normativa sull’omologazione del dispositivo. Il Comitato sosteneva che il T-Red dovesse essere omologato e non soltanto approvato dal Ministero. Il Tar, in merito, ha chiarito che questi dispositivi – diversamente degli autovelox – non richiedono necessariamente un’omologazione, ma possono essere utilizzati anche sulla base dell’approvazione ministeriale, risultando quindi conformi alla normativa vigente. I giudici, infine, hanno ribadito che le scelte in materia di sicurezza stradale spettano all’amministrazione, quando sono supportate da dati, analisi e valutazioni tecniche, e non possono essere sostituite da valutazioni diverse.

Il Comune «La sentenza – scrive il Comune in una nota – conferma che il percorso seguito dal Comune è stato corretto sotto il profilo amministrativo, tecnico e giuridico, e rafforza l’impegno dell’amministrazione nel perseguire un obiettivo chiaro e prioritario: garantire la sicurezza dei cittadini e una gestione responsabile della mobilità sul territorio».

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