di Chiara Fabrizi

Non ci sono solo ritardi nella ricostruzione post sisma. Sì, perché sembra destinato a concludersi con circa tre mesi di anticipo il primo lotto dei lavori per San Benedetto a Norcia, ovvero gli interventi con cui è stata ricostruita la struttura fisica della basilica distrutta dal terremoto del 30 ottobre 2016. Un risultato particolarmente apprezzabile, perché inserito nell’ambito di uno dei cantieri più complessi dell’intero cratere del Centro Italia e non solo.

Ricostruzione basilica di Norcia A confermare l’inaspettato risultato a Umbria24 è stato martedì mattina il soprintendente speciale per le aree colpite dal terremoto del 2016, Paolo Iannelli: «Stiamo chiudendo il primo lotto, che riteniamo di poter archiviare nell’arco di alcune settimane, mentre avrebbe dovuto concludersi entro il marzo prossimo». Prima della fine dell’anno, dunque, sarà portata a termine la fase di lavori, tutti gestiti dal ministero della Cultura, per i quali inizialmente erano stati stanziati 3,5 milioni di euro, poi lievitati ad almeno 4,5 milioni di euro, a causa dei rincari delle materie prime e dei relativi adeguamenti dei prezzi varati dalla struttura commissariale.

«Recuperato qualsiasi elemento salvato» «Per la ricostruzione fisica della basilica possiamo dire di aver recuperato praticamente tutto, riutilizzando – ha spiegato Iannelli – qualsiasi elemento lapideo salvato durante la messa in sicurezza post sisma sia per quanto riguarda l’arco gotico che il portico delle misure, oltreché per la cripta completamente ricostruita. Complessivamente – ha proseguito il soprintendente – abbiamo eseguito rinforzi sistematici, assicurando una resistenza notevolmente maggiore rispetto a quella esistente prima del sisma e lo abbiamo fatto nel piano rispetto dell’identità della basilica di Norcia».

Secondo lotto in capo a Eni Nel cantiere del Mic hanno lavorato ogni giorno tra 30 e 40 operatori, che potrebbero anche aumentare nel caso in cui si riesca a centrare quella che Iannelli chiama «una sovrapposizione dei cantieri» del primo e del secondo lotto di interventi «al fine di centrare un’ulteriore ottimizzazione» dei tempi. Terminata la ricostruzione della struttura di San Benedetto, infatti, inizierà un’altra tranche di lavorazioni, che avranno un valore di circa 4 milioni di euro e saranno in capo a Eni, partner dell’operazione di recupero della basilica di Norcia

Previsti 24 mesi, ma si può ottimizzare ancora «Il secondo lotto di lavori prevede la funzionalizzazione degli spazi interni, tutta la parte impiantistica e naturalmente i restauri», ha spiegato il soprintendente, che sui 24 mesi segnati nel progetto per la realizzazione di questi ulteriori interventi afferma: «Riuscire a ridurre i tempi di esecuzione non è solo ragionevolmente auspicabile, ma riteniamo sia anche tecnicamente possibile». Il soprintendente, dunque, è particolarmente fiducioso per il prosieguo del cantiere della basilica di Norcia, anche considerando che gli interventi più complessi, cioè quelli strutturali, sono in dirittura d’arrivo.

Cantiere tra i più complessi «Sicuramente San Benedetto rappresenta un’opera di restauro e ricostruzione estremamente particolare, che ha posto molte sfide, la maggiore delle quali è consistita nel gestire, in un quadro di crollo diffuso e complesso, sia la fase di recupero del materiale che la messa in continuità delle lavorazione, il tutto nel rispetto totale dell’identità del bene. Ecco, da questo punto di vista, ovvero recupero, riutilizzo, reinserimento nel progetto e poi ricostruzione, il cantiere della basilica di Norcia rientra tra quelli a maggiore complessità, anche perché scandito da una tempistica molto rigorosa, che è un’altra parte della sfida».

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