di D.B.
Innanzitutto valutare i danni, poi salvare per quanto possibile i beni mobili, mettere in salvo quelli immobili e infine ricostruire, «pietra su pietra» come hanno promesso lunedì i monaci benedettini e pure il premier Renzi. Sul corpo vivo delle zone terremotate una delle ferite più dure è quella inferta al patrimonio culturale: non solo la basilica di San Benedetto sventrata, l’icona simbolo del sisma di domenica che ha fatto il giro del mondo, ma anche Sant’Eutizio, San Salvatore a Campi, Santa Rita e Santa Maria Argentea a Norcia oltre a una lunghissima lista di altre chiese, palazzi e monumenti ancora da stilare in modo definitivo. Partendo dal simbolo, quindi dalla basilica della quale è rimasta in piedi solo la facciata, il Ministero dei beni culturali ha costituito un gruppo di ingegneri strutturisti che dovranno progettare la messa in sicurezza di ciò che rimane, mentre per San Salvatore si procederà a breve con una serie di interventi urgenti.
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Errani Individuato anche il deposito, quello di Spoleto, dove verrà portato il materiale che i tecnici riusciranno a salvare nelle prossime ore. Ad assicurare che tutti i beni colpiti saranno a breve messi in sicurezza è anche il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani: «Nel decreto – ha detto dopo il Consiglio dei ministri in cui si è parlato del provvedimento – ci sarà una scelta molto forte e condivisa con il Mibact: mettere in sicurezza, in tempi più rapidi possibili, i beni culturali. Lo faremo – ha aggiunto – con i sindaci anche con l’uso di professionisti, gare e imprese. Non possiamo lasciare che una parte del Paese corra il rischio di spopolarsi: dobbiamo preoccuparci non solo della ricostruzione in senso tecnico, ma anche della ricostruzione e del rilancio dell’economia. Dobbiamo garantire una prospettiva a questi territori senza i quali l’Italia sarebbe un’altra cosa. Abbiamo fatto la scelta di ricostruire tutto, e c’è anche una faglia emotiva di cui tenere conto».
Politica si mobilita Per la basilica e la piazza cuore del monachesimo benedettino intanto si muove anche la politica, dal Pd a Forza Italia: l’eurodeputato dem Nicola Danti lunedì ha chiesto all’Europa di «adottare la basilica di San Benedetto», patrono d’Europa, e di ricostruirla. «Accanto alle risorse – dice – che dovranno essere stanziate per fronteggiare l’emergenza e ricostruire – come promesso dal Governo – case, chiese ed esercizi commerciali, chiediamo all’Europa un gesto simbolico». Un appello rivolto al presidente del Parlamento Martin Schulz, al presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e al presidente del Consiglio Donald Tusk. Istituzioni che insieme ai loro vertici «devono farsi carico dei costi della ricostruzione». A mobilitarsi come accennato è anche Forza Italia sull’asse che va dalla coordinatrice umbra Catia Polidori ad Antonio Tajani, forzista e vicepresidente vicario del Parlamento europeo.
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Ricostruiremo Tajani proporrà all’Ue di “adottare” la piazza e la Basilica mentre tutti gli altri parlamentari si daranno da fare in vari campi. In piena attività anche i carabinieri, non solo per il presidio del territorio insieme alle altre forze dell’ordine ma anche per la protezione dell’arte attraverso i vari nuclei Tutela del patrimonio. In particolare i militari in Umbria stanno battendo la Valnerina per recuperare il recuperabile come successo già domenica a Norcia, dove è stata messa in salvo la pala d’altare della basilica. Un patrimonio per il quale, se si parla di chiese e altre strutture molto antiche, poco secondo i tecnici si sarebbe potuto fare secondo il Mibact di fronte a fenomeni così violenti. Un Ministero che per far fronte a un’emergenza simile avrà bisogno di molte risorse e molti uomini. «Ricostruiremo tutto – assicura Antonia Pasqua Recchia, segretario generale dei Beni Culturali che si occupa del sisma -, come abbiamo fatto ad Assisi. Si recuperano i pezzi di mosaici, le tele, si riedificano le volte e gli affreschi sono ricollocati al loro posto. Lo faremo nella cattedrale di San Benedetto a Norcia, come alla chiesa di San Salvatore a Campi».
Twitter @DanieleBovi
