di M.T.
Alcune decine di ternani, non quanti ne avrebbe sperato Bandecchi, si sono dati appuntamento lunedì mattina sotto il palazzo della Regione Umbria per chiedere alla presidente un impegno chiaro sul futuro dell’ospedale di Terni. Secondo il sindaco Bandecchi la giunta regionale ha «idee confuse», circa il progetto di un nuovo ospedale e la preoccupazione sarebbe quella che, in assenza di soldi e impegni concreti, come ad esempio l’inserimento nel piano triennale con rispettive risorse, si rischierebbe da un lato di rinviare il progetto per decenni e dall’altro di spendere di più nel tentativo di tenere in piedi quello attuale.
Bandecchi, che a Perugia è venuto in compagnia del noto progettista dello ‘stadio-clinica’ Sergio Anibaldi, ha provato a spiegare, la situazione in questi termini. L’attuale ospedale – ha detto – ha problemi strutturali, non è in regola dal punto di vista sismico, se non in deroga, che significa che se viene un terremoto la struttura crolla, con tutte le conseguenze del caso. Inoltre soltanto per realizzare gli impianti di condizionamento, si spenderebbero alcuni milioni di euro, per non parlare degli infissi e del resto di cui necessiterebbe l’attuale struttura, con il risultato di rischiare di spendere di più, esponendo chi si cura a non vedersi garantiti diritti fondamentali oltre alla propria sicurezza.
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Secondo Sergio Anibaldi, nel dibattito pubblico viene spesso evocata la possibilità di finanziare il nuovo ospedale con fondi a fondo perduto riconducibili all’ex articolo 20 della legge 67 del 1988, che disciplina gli investimenti statali in edilizia sanitaria. «Se ci fossero davvero 600 o 700 milioni a fondo perduto – ha affermato – non saremmo nemmeno qui a discuterne». Il tecnico ha ricordato che l’ultimo rifinanziamento dell’ex articolo 20 risale alla legge di bilancio 2022, che ha stanziato complessivamente 4 miliardi di euro a livello nazionale. All’Umbria, sulla base dei criteri di riparto, spetta l’1,52 per cento delle risorse, pari a poco più di 30 milioni di euro. «Questo è l’ordine di grandezza – ha spiegato – anche in caso di nuovi rifinanziamenti».
Alla domanda sulle risorse oggi effettivamente disponibili per il progetto del nuovo ospedale di Terni, Anibaldi ha risposto che non esistono finanziamenti immediatamente utilizzabili. In particolare, ha chiarito che le somme previste da accordi di programma non possono essere spese fino a quando l’intervento non dispone di un progetto esecutivo appaltabile e dell’autorizzazione formale al finanziamento statale. «Senza questi passaggi – ha spiegato – le risorse restano solo sulla carta». Ha ricordato inoltre che l’accordo di programma relativo a Terni e Amelia, risalente al 2013, non è mai entrato nella fase attuativa.
Un altro nodo riguarda la programmazione delle opere pubbliche. Anibaldi ha sottolineato che, per poter avviare qualsiasi intervento, il progetto deve essere inserito nel piano triennale delle opere pubbliche, come previsto dal Codice dei contratti. Fatto questo che potrebbe avvenire in qualsiasi momento, ma con coperture finanziarie. «Finché un’opera non è inserita nel piano triennale – ha detto – non è appaltabile». Il piano regionale attualmente in vigore «non include il nuovo ospedale di Terni; l’aggiornamento è possibile, ma solo in presenza di risorse definite e di un progetto almeno a livello di fattibilità tecnico-economica».
Il sindaco di Terni Bandecchi ha richiamato i costi degli interventi di manutenzione e adeguamento dell’attuale ospedale, osservando che, in assenza di una scelta chiara sul futuro della struttura, si rischia di continuare a investire risorse senza una soluzione definitiva. Ha inoltre ribadito che il tema centrale resta quello della programmazione e della volontà politica: «Senza una decisione chiara, si continua a rinviare».
Nel corso del confronto, Bandecchi ha espresso una valutazione critica sull’azione della Regione Umbria e sulla gestione complessiva del dossier ospedaliero, affermando che, a suo giudizio, «non esiste oggi un percorso definito né un quadro finanziario certo». Ha quindi annunciato, in caso di mancate risposte da qui a dieci giorni, l’intenzione di sollecitare un chiarimento anche a livello nazionale, coinvolgendo il ministero della Salute e il ministero dell’Economia, per verificare se esistano le condizioni per un finanziamento statale dell’opera. «Ai ministri chiederò – ha aggiunto – come sia possibile che in Campania, ad esempio esistano due ospedali completati e poi chiusi e come sia stato possibile realizzarne in tutta Italia, mentre per i ternani debba continuare ad essere un diritto negato».
Secondo le stime richiamate durante l’iniziativa «il costo di costruzione di un nuovo ospedale a Terni si collocherebbe intorno ai 270 milioni di euro, una cifra che, è stato sottolineato, non risulta oggi coperta da finanziamenti disponibili. Il problema – ha concluso Anibaldi – non è discutere di ipotesi, ma avviare una programmazione reale. Senza quella, i tempi si allungano inevitabilmente».
