Il 58% della popolazione residente nel territorio dell’Ausl 2 consuma alcol, mentre a bere moderatamente è appena il 43%. Questi alcuni dei dati contenuti nel bollettino pubblicato dall’azienda sanitaria competente per i territori di Terni, Foligno, Spoleto, Orvieto e relativi comprensori dove il 15,8% degli intervistati tra il 2011 e il 2014 viene classificato come consumatore a maggior rischio.
Consuma alcol il 58% della popolazione Dal report pubblicato mercoledì mattina risulta anche che il 7,2% della popolazione residente beve alcol esclusivamente o prevalentemente fuori pasto, il 2,2% ha un consumo abituale elevato e l’8,4% ha un rapporto con vino, birra e liquori di tipo binge, ossia di abbuffata alcolica con almeno 60 grammi di alcol puro per gli uomini e 45 grammi per le donne ingeriti in una singola occasione che si presenta mensilmente, nel dettaglio parliamo cinque bicchieri di vino o a cinque lattine di birra o a cinque bicchierini di liquore per gli uomini e quattro per le donne.
Abbuffate alcoliche Il bollettino riserva un approfondimento a quest’ultima tipologia di consumo praticata dal 20% dei giovani intervistati di età compresa tra 18 e 24 anni e dall’11% di quelli tra 25 e 34 anni, mentre si attesta tra il 5% e il 3% per tra 35 e 49 anni e tra 50 e 69 anni. Paradossalmente, ma questo è un dato valido anche per i soggetti a maggior rischio, tra i bevitori binge il livello d’istruzione medio riscontrato è «elevato». Il dato specifico dell’Ausl2 è in linea con quello regionale, mentre il confronto con altre regioni varia dal 3% della Sicilia al 18% della provincia autonoma di Bolzano.
Consumatori a rischio 15,8% Anche al consumo di alcol a maggior rischio, riscontrato attraverso una combinazione di indicatori nel 15,8% della popolazione intervistata tra Terni, Foligno, Spoleto e Orvieto, viene riservato un focus specifico. Pure qui i più esposti sono i ragazzi tra 18 e 24 anni (39%), seguono i giovani tra 25 e 34 anni (27%), le persone tra 35 e 49 anni (13%) e quelle 50 e 69 anni (7%). Il dato dell’Ausl 2 è più basso della media regionale e nazionale, entrambi intorno al 17%. Tirando le fila più di un adulto su 10 ha abitudini di consumo considerate a maggior rischio per quantità o modalità di assunzione, tra gli uomini i consumatori a rischio sono più di uno su cinque, mentre tra i più giovani uno su tre.
L’alcol Nel report vengono nuovamente riportati i rischi del consumo di alcol che in Europa rappresenta, dopo fumo e ipertensione, il terzo fattore di rischio evitabile di mortalità precoce e disabilità. Causa, infatti, circa 200 diverse malattie e il 7,4% di tutte le disabilità e delle morti premature. Fino agli anni Ottanta, l’Italia era uno dei paesi a maggior uso di alcolici, soprattutto vino consumato ai pasti, poi, fortunatamente, il consumo totale è andato diminuendo ma si sono imposte abitudini di assunzione rischiose, analoghe a quelle diffuse nel Nord Europa, come il consumo di forti quantità di alcolici fuori pasto e nel fine settimana, soprattutto nei giovani, anche minorenni. L’alcol è la prima causa di morte fino a 29 anni .
