di Daniele Bovi
Un primato del quale in molti avrebbero fatto volentieri a meno. C’è Perugia in vetta alla classifica per quanto riguarda aumento della temperatura media, di giorni estivi e notti tropicali. Il quadro emerge dal dossier dell’Istat – aggiornato al 2023 – relativo a temperature e precipitazioni nei comuni capoluogo di provincia.
Temperature Nel 2023, che è stato uno degli anni più caldi dal 1971, la temperatura media nel capoluogo di regione è stata di 16,9 gradi, ben 3 in più rispetto al trentennio che va dal 1981 al 2010; nessuno, si fa per dire, fa meglio di Perugia. Rispetto al 2006-2015 si parla invece “solo” di 1,7 gradi in più e, anche in questo caso, si tratta di uno dei valori più alti in Italia. Per quanto riguarda Terni invece nel 2023 la media è stata di 17,6 gradi, 1,1 in più rispetto al 2006-2015 mentre per i decenni passati non ci sono dati.
Il caldo Perugia è in vetta tra i capoluoghi anche per quanto riguarda i giorni considerati estivi: se la media italiana è di 28 in più rispetto al 1981-2010 a Perugia è di 48, seguita da Venezia e Trieste con 43; venendo alle tremende notti tropicali, invece, Perugia con 35 in più si colloca subito dopo Napoli (37). In tutto nel 2023 sono state oltre 50 sia a Perugia che a Terni, con differenze notevoli anche rispetto al decennio 2006-2015. I giorni considerati estivi invece due anni fa sono stati in tutto 140 a Perugia e 151 a Terni. Dati (disponibili solo per il capoluogo di regione) che si riflettono sui giorni con gelo: appena 5 nel 2023, 16 in meno rispetto alla media 1982-2010.
Le precipitazioni Venendo alle precipitazioni, nel 2023 sono caduti a Perugia 846,8 millimetri di pioggia, 22 in meno rispetto al decennio 2006-2015; a Terni invece 825, con un calo di 52,3 millimetri. Per quanto riguarda il capoluogo di Perugia, rispetto al trentennio 1981-2010 si parla di quasi 18 millimetri in più e di 40 se si guarda al 1971-2000. Come insegna la cronaca di questi anni, però, la distribuzione delle precipitazioni è sempre più irregolare data l’intensificazione di eventi meteorologici violenti; emblematico il caso di questo autunno (stagione decisiva per l’equilibrio idrico), durante il quale le piogge concentrate in pochi giorni non sono riuscite a portare benefici significativi in termini di ricarica delle falde.
