Un autobus di UM (foto Fabrizi)

L’aumento del 30% dei biglietti e degli abbonamenti deciso da Umbria mobilità insieme ai comuni «solleva dubbi di legittimità». A dirlo sono le associazioni umbre dei consumatori aderenti al consorzio Cesac (Acu, Adoc, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori e Unione nazionale consumatori). In una nota le associazioni spiegano che i dubbi scaturiscono dal mancato coinvolgimento nella fase decisionale dei rappresentanti degli utenti, «come invece prevede il comma 461 dell’articolo 2 della legge 244 del 2007, che impone alle amministrazioni pubbliche e alle aziende che gestiscono i servizi pubblici locali la consultazione preventiva delle associazioni dei consumatori».

Vie legali Le sette sigle spiegano poi di aver dato mandato ai legali «per verificare – scrivono – la possibilità di adire le vie legali per tutelare i legittimi interessi degli utenti. Ma al di là degli aspetti giuridici, che pure hanno la loro grande valenza, rimane un convinto giudizio negativo sulla gestione del trasporto pubblico locale nella nostra Regione, che si può sintetizzare nel modo seguente: ai cittadini si chiedono sacrifici, ma non si concede loro la benché minima opportunità di partecipare e controllare come viene gestito il servizio».

Taglio delle corse I rappresentanti dei consumatori criticano poi, oltre alla commissione partecipativa non ancora istituita, anche «il taglio delle corse con pochi viaggiatori avvenuto all’inizio dell’estate e poi ancora recentemente, con un’ulteriore riduzione del 3% dei chilometri percorsi. Questo significa che lo studente o il lavoratore pendolare che ha la sfortuna di vivere in zone scarsamente abitate, quindi con pochi utenti o che fa turni di lavoro in orari particolari non potrà più usufruire del mezzo pubblico per andare a scuola, all’università, in fabbrica o in ufficio». Da ultimo le sigle si chiedono se era possibile effettuare risparmi, «magari riducendo i costi indiretti come per esempio gli stipendi del management», e auspicano un’operazione trasparenza «mettendo a disposizione dei rappresentanti dei consumatori i bilanci, perché l’aumento dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti deve essere l’ultima spiaggia, prima vanno esplorate tutte le altre possibilità».

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